Presentazione della Ricerca sul disagio psichico a Roma realizzata dalla Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro

Il tema della salute mentale a Roma è stato recentemente oggetto di una ricerca realizzata dalla Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro con il sostegno della Fondation d’Harcourt e in accordo con le Aziende Sanitarie Locali (ASL) e i Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) della città metropolitana. I risultati dell’indagine, riportati nel volume “Reti di cura e disagio psichico” (Palombi Editori, 2017), sono qui presentati in sintesi, dopo aver esplorato il contesto nazionale e regionale della salute mentale.

La ricerca ha indagato i bisogni di utenti e famiglie, il loro rapporto con i Centri di Salute Mentale (CSM) e il funzionamento di questi, interpellando tutte le parti interessate: utenti, familiari, operatori, responsabili dei CSM e dei DSM, presidenti dell’associazionismo volontario.

L’indagine, promossa e realizzata dalla Fondazione di Liegro in continuità con il suo ventennale impegno nel settore, oltre a coprire un vuoto conoscitivo in materia, voleva richiamare l’attenzione di cittadinanza e istituzioni sui servizi territoriali di salute mentale in una fase di grande difficoltà del settore a seguito della severa spending review, aggravata nel Lazio dal piano di rientro dei disavanzi in sanità. Nel corso della ricerca era altresì in atto la fase cruciale dell’accorpamento delle ASL romane (ridotte da 5 a 3) che ha previsto anche una più ampia configurazione del DSM (inclusivo della Tutela Salute Mentale e Riabilitazione in età evolutiva – TSMREE – e delle Dipendenze) e di nuovi compiti (la gestione degli ospiti delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza – REMS – provenienti dagli ex Ospedali Psichiatrici Giudiziari e la definitiva attuazione della psichiatria penitenziaria).

La ricerca ha realizzato il suo obiettivo conoscitivo attenendosi con rigore a parametri di metodo e a criteri di campionatura degli utenti e utilizzando più strumenti di raccolta dati. Una volta delimitato l’universo degli utenti dei cinque Dipartimenti di Salute Mentale (delle ex-ASL), che è stato quantificato in 15.051 unità1, sono state identificate le variabili di estrazione del campione di 500 unità – 100 per ciascun DSM – rappresentativo di tale universo. Le variabili con cui è stato stratificato il campione sono: il territorio, con interviste agli utenti di tutti i 24 CSM della città metropolitana e delle due Unità di intervento sui giovani (Colpo D’Ala e PIP-SM); la classificazione diagnostica, distintiva degli utenti con disturbi gravi e con disturbi comuni o DEC2, e l’età con la distribuzione degli utenti in tre fasce anagrafiche: adulti-giovani (18-35 anni), adulti-maturi (36-56 anni) e adulti-anziani (ultra56enni).

La ricerca ha inquadrato, sul piano prevalentemente qualitativo e soggettivo, i principali aspetti del fenomeno entrando nel merito dei bisogni degli utenti, della condizione e dei vissuti delle famiglie, analizzando il rapporto dei primi e delle seconde con i CSM, verificando processi operativi e capacità di risposta di questi e raccogliendo elementi di valutazione in grado di evidenziare aspetti di criticità, ma anche di innovazione. Inoltre ha focalizzato l’attenzione sui processi partecipativi delle associazioni dei familiari e del volontariato impegnato nel settore. Tutto ciò nella consapevolezza che una conoscenza più approfondita del fenomeno aiuti la riflessione e faciliti ipotesi di cambiamento.

1 L’universo di riferimento è costituito dagli utenti prevalenti dei CSM (attivi negli ultimi 3 mesi) in età adulta, con una diagnosi in cartella ed esclusione di chi si rivolge ai servizi per “accertamenti medico-legali”. Essi inoltre dovevano essere noti al Servizio e in trattamento da almeno 12 mesi e da non più di 20 anni (prima presa in carico non anteriore al 31.12.1996).

2 I codici di classificazione dei disturbi sono quelli che fanno riferimento all’IDC IX, sotto il codice n° 300 vi sono i disturbi più gravi e, sopra, quelli meno gravi come i disturbi emotivi comuni (DEC).

Renato Frisanco