“Minds Around” 2026, sceglie ancora Civitella San Paolo

La famiglia al centro dell’evento sulla salute mentale 

 

Per chi volesse fare un tuffo indietro nel tempo fino all’epoca dei cavalieri e delle fortezze, delle leggende tipiche dell’era feudale, magari davanti ad un castello medievale, come quello che sorge in posizione strategica nel borgo di Civitella San Paolo, può recarsi a poco meno di 50 chilometri da Roma, non lontano da Fiano Romano. 

Qui, proprio nella valle del Tevere, il 18 e il 19 settembre si è svolto, come di consuetudine dal 2021, l’evento “Minds Around” dedicato alla salute mentale. Combinando convegni istituzionali con forme d’arte, teatro, musiche, mostre fotografiche, esposizioni e proiezioni quest’anno, nello specifico, sono stati affrontati i temi del benessere psicologico, dell’inclusione e delle rete di supporto tra istituzioni, Asl, famiglie e utenti. Fra i lavori esposti sono state ospitate anche installazioni e opere dei centri diurni delle varie Asl, comprese quelle del centro diurno di San Paolo dell’Asl Roma 2. L’obiettivo era quello di promuovere una nuova cultura del benessere psicofisico. L’evento era itinerante, nel senso che non si è tenuto in un unico luogo chiuso, bensì all’interno delle viuzze di tutto il paese. 

 

La sera di venerdì è stato possibile assistere ad una rappresentazione teatrale a cura della comunità Reverie di Capena (Rm), con la regia di Giuseppe Oppedisano. È stata un’esperienza davvero avvolgente,  e gli utenti hanno messo in scena, con tutto il loro talento, dei monologhi shakespeariani. Hanno toccato corde emotive profonde, destando la partecipazione interiore del pubblico che applaudiva senza stancarsi. Ci si dimenticava in che secolo eravamo, tanto erano bravi gli attori con le loro interpretazioni. E pensare che non vi era né scenografia né luci ma solo musiche di sottofondo, eppure gli attori sembravano professionisti, a tal punto da creare un clima quasi ipnotico che catturava tutta l’attenzione. Quella piccola piazza di via Roma era divenuta un palcoscenico a cielo aperto, capace di fermare il tempo.  

Dopo questa messa in scena è stato ancora più evidente il legame intimo fra teatro e sanità mentale. Nel teatro, come nella realtà, si esplorano emozioni, conflitti, paure, desideri…Solo che qui non si subiscono le conseguenze spiacevoli e reali della malattia psichiatrica. 

“L’appuntamento di “Minds Around”- ci ha detto il dottor Bernacchia, uno degli organizzatori dell’evento e fondatore della Rete Igea- si svolge ormai da diversi anni, verso la seconda metà di settembre. Ogni edizione scegliamo una questione diversa. Quest’anno ci siamo concentrati nel rapporto con le famiglie durante il percorso di cura personale tramite le varie strutture riabilitative come i Centri di Salute mentale (CSM) e i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) o comunità terapeutiche ecc. Abbiamo sottolineato l’importanza della relazione con la famiglia, la quale deve considerare il paziente come una risorsa.L’espressione creativa del singolo tira fuori la parte più vera della persona che crea l’arte, e questo aiuta anche chi la osserva. L’arteterapia è dunque uno strumento terapeutico strutturato che ha una grande ricchezza comunicativa nonostante lo faccia in maniera non-verbale.Abbiamo scelto Civitella San Paolo poiché è il simbolo di una realtà molto piccola, ed è proprio nelle realtà molto piccole, -precisa il dottor Bernacchia – che la lotta al pregiudizio è più ardua dal momento che questo è più radicato rispetto alle grandi città. Lo stigma- conclude- è un marchio sociale negativo, e in quanto tale, va abolito il più possibile, poiché mette una distanza incolmabile fra chi è più sensibile emotivamente e chi invece non lo è. Il messaggio che intendiamo trasmettere è che le difficoltà mentali sono presenti in ogni persona, che stia affrontando una condizione mentale complessa oppure no”. 

 

 Anche la dottoressa Mazzei è intervenuta sull’argomento: “Nonostante siamo alla sesta edizione, la terza a Civitella San Paolo- ha continuato l’altra cofondatrice della Rete Igea- il pubblico continua a premiarci con una folta partecipazione. Il nostro fine ultimo è quello di stimolare, tramite progetti di diversa natura artistica, le capacità della persona fragile nella sua totalità, tirando fuori le risorse di ognuno, mediante progetti creativi di diversa natura. Infatti hanno allestito mostre fotografiche, disegni e molto altro. L’arte è un ottimo mezzo per far emergere il potenziale della persona.È opportuno spostarsi dal concetto di malattia al concetto di sofferenza, che accomuna ogni essere umano”. 

Parole e concetti espressi con lucidità che incarnano il messaggio e il pensiero di Franco Basaglia.  In sostanza ci vuole un cambio di paradigma concettuale e culturale, perché smettere di catalogare la patologia significa iniziare a riconoscere il dolore; e trasformare la cura della psiche da una diagnosi per pochi, a una responsabilità collettiva di tutti.