A Garbatella nasce la rete dei magazine di quartiere.
Su invito della redazione di Cara Garbatella, che quest’anno celebra i suoi 30 anni di attività giornalistica sul territorio, della Scuola di giornalismo Lelio Basso, e grazie soprattutto ad una ispirazione di Luciana Castellina, nel mese di giugno, alla Villetta Social Lab di Garbatella, si è tenuto un incontro corale tra i “giornalisti di quartiere protagonisti dell’informazione dal basso e partecipativa”, da cui il titolo dell’evento. Un mondo dell’informazione dove pulsa e respira un sottobosco ricco di molteplici realtà, realtà confinate, frammentate, negli “spazi liberi” di una grande ragnatela di ombre, quelle ombre proiettate dai colossi giornalistici che sovrastano la scena mediatica quotidiana.
Aperto da Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio, la giornata si è rivelata, come nelle intenzioni della stessa Luciana Castellina, alfiere dell’incontro, un’occasione per parlare e, ancora più importante, per fare parlare tra loro quelle realtà.
Ogni giorno, a partire da eventi o informazione locali, che si trasformano in radici, i piccoli giornali alimentano tutto l’ecosistema in modo capillare, fino alle fronde degli alberi più alti, mosse dal vento degli eventi. E’ proprio questo uno dei punti cardine: creare una rete e riconoscere la dimensione locale e la scala globale che non vive di sole grandi testate.
“Vogliamo raccontare la condizione operaia, tra vita e fabbrica e bracciantato agricolo, visto che i media mainstream la ignorano” – è questo il messaggio di Operaia Rivista, nata nel 2024, presentata da Lorenzo Gasparini, cofondatore insieme a Domenico Mangia Capra e Aurora Inno.
Federica Rossi, di Redazione Sveja, ha affermato – “vogliamo dare una contro-narrazione della città” – e spiegato – “ Sappiamo bene che dove si crea un vuoto comunicativo, viene subito riempito da pagine social e influencer legati all’estrema destra, che soffiano su paure e conflitti con uno sguardo esterno e colonizzatore” -.
Anche le periferie si sono fatte ben sentire: “Non si tratta di dare voce, qui la voce ce l’hanno”- come ha spiegato Alfredo Sprovieri del quadrimestrale Argomenti, nato a Torre Maura, aggiungendo poi – “quello che serve sono gli strumenti per raccontare la propria realtà, dare la propria auto – rappresentazione”.
Si percorre un viaggio nelle periferie da Torre Maura all’Esquilino, con l’omonima testata, passando per il Quarticciolo, rappresentato da Flavia Disco, che ha suggerito di svolgere corsi di scrittura e fotografia o podcast. Si attraversa il Quadraro con Marco Bucci del magazine La Salita, nato nel centro sociale Spartaco, che ha invece posto l’enfasi sul tema del diritto all’abitare e al racconto del proprio territorio. Infine si torna a Tor Marancia e a Garbatella, rispettivamente con il giornale La Buca e l’associazione Nannarè, che si impegna a recuperare la memoria delle donne protagoniste delle lotte per i diritti sociali, politici e del lavoro.
E’ presente anche il Gruppo Momo Edizioni, che svolge un giornalismo non convenzionale, ma una comunicazione in senso lato con libri, festival o interventi nelle carceri, come ha spiegato Mattia Tombolini.
Non è mancato il mondo della radio con la corrispondente di Radio Popolare a Roma e collaboratrice di Cara Garbatella, Anna Bredice.
Da questa significativa giornata sono emerse diverse proposte: raccogliere le numerose riviste locali e di quartiere, sia fisicamente che online; istituire un “catasto audiovisivo” dei territori, per esempio lanciando un concorso in cui tutti possano mandare filmati che raccontano il proprio quartiere.
E’ emersa anche l’idea di un’inchiesta sui giornalismi di quartiere, raccontando esperienze molto diverse tra di loro, ma con un comune denominatore che è la vivacità del tessuto sociale, spesso ignorato dai mass-media.
Una giornata quindi complessa e poliedrica che si potrà ripetere in occasione dell’evento del trentennale di Cara Garbatella. Intanto sono pervenute al coordinamento altre adesioni, come quella di 180°gradi, il magazine confezionato a San Paolo.
