“Città di pietra e città di verde”. Come doveva essere l’Eur

Il libro di Paola Porretta e Sara D’Abate

Dai cassetti di una libreria riaffiora un’immagine del Colosseo Quadrato circondato da fiori e tanto verde. E’ una fotografia ritoccata a mano e colorata, che risale al 1941, quando l’Eur doveva diventare il luogo dell’Esposizione Universale, poi saltata per gli eventi bellici. Questo ritrovamento, un po’ a sorpresa, è stata la scintilla che ha dato il via a Paola Porretta e Sara D’Abate, per scrivere “E42/EUR. Città di pietra e città di verde”, il libro che racconta l’idea progettuale originaria dell’Eur, quella cioè di una Città Parco, colorata e con molti elementi effimeri e transitori.

Tutto il contrario della rappresentazione che si è consolidata nell’immaginario collettivo da decenni. L’Eur oggi è sede di grandi brand della moda e di spazi espositivi realizzati da archistar di fama internazionale. Venuti meno i variegati padiglioni espositivi e i colorati allestimenti temporanei che avrebbero dovuto animare l’Esposizione, per tutti l’Eur è un quartiere di travertino e marmi bianchi, un quartiere algido, vuoto e spettrale nelle ore notturne, un enorme teatro metafisico che richiama la pittura di De Chirico.

“Il verde nel progetto originale- ha spiegato Sara D’Abate, architetta e dottoressa di ricerca dell’Università Roma Tre- non era concepito come un accessorio o una parte complementare, bensì doveva essere fondativo e strutturante. Il suo impianto-prosegue- precedeva addirittura la costruzione degli edifici. Infatti prima dell’effettivo scoppio della Guerra, erano stati ultimati o quasi completati solo il Palazzo degli Uffici, il Ristorante Ufficiale e pochi altri edifici, mentre erano già stati impiantati per tempo tantissimi alberi ad alto fusto (cedri del libano, tigli, pini) per consentire la ripresa vegetativa in occasione dell’apertura dell’Esposizione. Oltre agli alberi furono messi a dimora centinaia di arbusti e cespugli”. Quattro milioni di fiori rimasero, invece, non utilizzati nei vivai perché le dichiarazioni di guerra sconvolsero tutte le nazioni d’Europa e a tuonare furono i cannoni.  “L’Eur fu concepito collocando gli edifici più importanti sui punti più elevati dell’area, – ha sottolineato Paola Porretta, professoressa associata di Restauro architettonico all’Università Roma Tre – con l’obiettivo di creare effetti prospettici, nei quali la natura si fonde con il profilo delle architetture in pietra. Ne è un esempio viale Europa, dove il quadruplo filare di alberi unisce visivamente la Basilica dei Santi Pietro e Paolo e il Palazzo degli Archivi, escludendo dalla percezione tutte le successive costruzioni realizzate a partire dagli anni Cinquanta. Gli alberi e la vegetazione hanno costituito sin dall’inizio una componente fondamentale del progetto e sono stati anche uno dei principali motori per la rinascita dell’EUR nel dopoguerra. L’obiettivo del nostro libro non è soltanto quello di ricostruire la genesi del paesaggio storico dell’EUR, ma anche suggerire buone pratiche per la conservazione e la valorizzazione dei contesti e fornire strumenti operativi per orientare nuovi interventi edilizi e manutenzioni del verde che siano coerenti con i caratteri storici, sia urbani che architettonici. La speranza è quindi anche quella di contribuire a evitare che vengano compromessi alcuni elementi identitari di questo straordinario paesaggio, come è accaduto, ad esempio, con la costruzione della Nuvola di Fuksas, che ha comportato l’abbattimento di una porzione del doppio filare di tigli lungo viale Europa, interrompendo la continuità prospettica realizzata negli anni Quaranta e sopravvissuta fino agli anni Duemila”.

Il libro di Paola Porretta e Sara D’Abate, con l’introduzione di Massimo de Vico Fallani, stimatissimo architetto di giardini di fama internazionale, e della professoressa di Storia dell’Architettura dell’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli Cettina Lenza, è stato pubblicato dalla casa editrice Campisano, nelle 480 pagine contiene bellissime illustrazioni in bianco e nero e anche a colori.