Rubrica: una donna mille voci

Alfonsina Storni

La seconda figura di questa nuova rubrica tutta al femminile è una donna molto coraggiosa, tenace e viva: Alfonsina Storni. La Storni nasce nel 1892 nella povera Svizzera ma, quando è ancora molto piccola, emigra insieme alla sua famiglia in Argentina. Nell’arco di tutta la sua esistenza rappresenterà e sarà considerata una “donna del popolo”. Come quasi sempre accade per le figure femminili che restano impresse nel ricordo delle persone per le loro gesta, le loro storie hanno origini spesso fatte di povertà e sacrifici, di infanzia e giovinezza quasi mai agiata, ma piene di rinunce e sofferenze: Alfonsina Storni è una di queste. 

Fin da molto giovane comincia a cimentarsi in tantissimi lavori e mansioni, dalla cameriera, alla lavapiatti, alla cucitrice e anche all’operaia. Si dovrà ben presto rimboccare le maniche in tutte queste attività a causa del fallimento della trattoria di famiglia, aperta in seguito del trasferimento in Argentina. Questo evento tragico fa sì che il suo carattere e la sua tenacia debbano ben presto uscir fuori. 

Nonostante le mille difficoltà, Alfonsina riesce a conseguire il diploma di maestra che le consente di svolgere attività pedagogiche che saranno il suo cavallo di battaglia per la cavalcata del suo successo. Infatti, grazie alla sua laurea in letteratura, diventerà docente in letteratura e da quel momento in poi scoprirà la sua passione per la poesia, oltre a quella del giornalismo. Grazie a queste due attività, ma in particolar modo a quella della poesia, che non abbandonerà mai fino alla morte, comincerà le sue lunghe e coraggiose battaglie a favore di tutte le classi della società denigrate, emarginate, umiliate e soprattutto combatterà fino all’ultimo per i diritti delle donne.  

Una donna, come viene definita anche da chi ha scritto di lei, una vera socialista, dichiarando a più riprese che secondo lei la donna ha qualcosa nel suo stesso corredo genetico che la rende per natura superiore e, proprio per questo, destinata a soffrire, impotente, per la consapevolezza di percepire intorno a sé un mondo dominato dagli uomini, organizzato e sistemato a loro uso e consumo. 

I suoi scritti, ma soprattutto i suoi versi poetici, fanno percepire la sua sensibilità e la sua semplicità nel trasmettere sempre messaggi importanti e significativi ed emozioni e passioni molto forti, attraverso cui riesce in qualche modo a travolgere il lettore.  

Una di queste passioni è sicuramente il suo amore viscerale per il mare, per certi versi anche morboso ed esagerato, che la Storni dimostra in modo così evidente da decidere di finire proprio lì i suoi giorni. Alfonsina infatti muore il 24 ottobre del 1938, dirigendosi volutamente in mare aperto, facendosi trasportare dalle onde sempre più alte, fino ad esserne definitivamente inghiottita.  

Le sue ultime parole e le sue ultime prose sono proprio dedicate al mare e al figlio avuto all’età di vent’anni; il figlio e il ruolo di madre sono altri aspetti che fanno comprendere la forza di questa donna che, nonostante la sua carriera breve ma molto intensa, dimostra di essere anche una grandissima ragazza madre, dato che del padre di questo bambino non si saprà mai nulla, neanche dopo la sua morte. 

È importante ricordare che, grazie a molte sue poesie, trattati e saggi, furono attribuiti ad Alfonsina Storni premi e riconoscimenti letterari molto importanti. Un’altra figura femminile molto interessante che, come tantissime altre, è essenziale non dimenticare e far apprezzare a chi ancora la conosce poco o a chi è completamente sconosciuta. Una figura che ha dimostrato come il ruolo della donna significhi coraggio, tenacia e determinazione e, come attraverso queste qualità, si possano raggiugere obiettivi importanti per sé e per il mondo, in particolar modo per tutte le categorie più deboli e fragili.