Play 2017: il resoconto

Foto di Matteo Roberti
Foto di Matteo Roberti

Quando parliamo del gioco da tavolo parliamo di Modena Play, una Fiera considerata ormai all’unanimità come la più importante di tutta la nostra nazione. Giunta alla sua nona edizione, la manifestazione si è svolta l’1 e il 2 aprile scorsi, ed ha ospitato più di 35mila persone, tra bambini, giocatori alle prime armi, giocatori accaniti e semplici curiosi, registrando di fatto un nuovo record di presenze. Già lo scorso anno la risposta dal mondo dei giocatori da tavolo era stata importante, tant’è che erano stati letteralmente montati dei piccoli padiglioni “ausiliari”, accanto a quelli principali. Quest’anno si è fatto ancora di più: gli organizzatori, al quale va fatto un plauso, sono stati chiamati agli straordinari, aprendo di fatto altri Padiglioni della Fiera che fino a quest’anno non erano mai stati utilizzati per il Play. Uno su tutti il Padiglione ribattezzato Family Arena, un’area che si è focalizzata sul valore del gioco come momento di divertimento, dove i genitori hanno giocato assieme ai propri figli con l’aiuto di guide esperte. Non possiamo poi scordare un’altra area nuova, quella denominata Indipendence Play, uno spazio interamente dedicato alla frontiera del gioco: prototipi, novità, auto-produzioni.

Oltre 2000 tavoli, 6000 postazioni gioco e 400 eventi. Questi sono i numeri di Play. E muovendosi all’interno dei capannoni è stato subito possibile annusare la grande varietà dei titoli proposti, dal gioco “senza pensieri” allo strategico pesante. Si poteva insomma passare, in pochi secondi, dal gioco tutto colorato al gioco astratto in bianco e nero, dall’ammirare un signore dipingere i suoi modelli ad aerei che “fluttuavano” su scenari di seconda guerra mondiale. Questo testimonia come un discreto spazio sia stato riservato anche a tutti i “derivati” del gioco da tavolo, ossia i giochi di ruolo, quelli di carte, quelli di miniature, fino ai più recenti videogiochi. Per quanto riguarda i cosplay, invece, che lo scorso anno vagavano all’interno della Fiera, quest’anno sono stati ospitati dalla città stessa di Modena, che per l’occasione ha trovato la volontà di mettere a disposizione vie e piazze proprio per i loro contest. Senza contare le navette gratuite che permettevano ai partecipanti di fare avanti e indietro con il Polo Fiera.

Quest’anno Play ha ruotato attorno al tema “Mutina e la romanità”, per celebrare i 2200 anni di fondazione di Modena, l’antica Mutina appunto, e l’ha fatto attraverso l’urban game denominato “La Guerra di Mutina. Il destino della repubblica in gioco”, organizzato dai Musei Civici, Play Res e Crono Organizzazione Eventi, grazie al quale i giocatori hanno potuto vestire i panni dei protagonisti dell’importante vicenda storica che segnò indelebilmente i rapporti tra Mutina e Roma. Ma le vicende dell’antica Modena sono state presenti anche all’interno dell’area Boardgame Storico, che quest’anno ha appunto celebrato Mutina e il mondo romano.

Anche “I Predatori della Tigella Perduta, ovvero la caccia al tesoro della tigella dorata, ha avuto molto successo. Ha visto 600 partecipanti dividersi tra degustazioni e leggende, mentre sono risultate sold out le cene con delitto ospitate dai ristoranti della città e il murder party al Lapidarium del Duomo. Le finali del campionato dei giochi logici sono state premiate da un grande successo di pubblico con oltre 1500 persone, tra alunni partecipanti, genitori e insegnanti.

Foto di Matteo Roberti
Foto di Matteo Roberti

E così, davanti a cotanta abbondanza, il primo scoglio che un visitatore del Play deve affrontare tutti gli altri risponde alla domanda: a cosa giocare? Quale può essere il titolo adatto a me?

Rispondere a queste domande non è semplice, ed è per questo che il Play mette a disposizione la professionalità di volontari di diverse associazioni ludiche (una su tutte La Tana dei Goblin) pronti ad accompagnare il giocatore alle prime armi (ma delle volte anche quello esperto) alla scoperta del titolo che fa per lui/lei.

Il significato di giocare da tavolo (un significato impossibile da spiegare in poche righe, e che solo chi gioca può comprendere) è un qualcosa che ogni giocatore da tavolo tende a palesare anche quando non è intorno ad un tavolo da gioco. Il gioco è apertura totale, è la voglia di dimostrare qualcosa ma allo stesso tempo di legare con chi ci sta intorno. I titoli da me provati sono stati tutti vissuti con persone a me totalmente sconosciute. Ed è questa un’altra delle finalità della Fiera: far conoscere persone utilizzando la loro passione. Tutto questo è un significato che merita di essere tramandato, ed il Play, in fondo, fa anche questo. Fa divertire l’adulto ed il bambino. Anzi vedere le facce divertite dei bambini è la risposta più importante che qualsiasi amante del gioco spera di fotografare in un evento simile. Ed è la stessa forza che permette al Play di continuare a vivere.

 In conclusione, chi scrive ha ritenuto che anche quest’anno l’organizzazione “generale” si è dimostrata impeccabile, seppur si sono registrate lamentele, su alcuni gruppi facebook, da parte di giocatori (per lo più esigenti), riferite però non tanto all’organizzazione “generale”, quanto piuttosto a quella “singola” di ogni stand: sono state lamentate alcune eccessive attese ai tavoli, e qualche scarsa coordinazione da parte dei dimostratori.

Play 2017 è stata organizzata da ModenaFiere, con la collaborazione di Club TreEmme e La Tana dei Goblin, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e dell’Assessorato alle Attività economiche del Comune di Modena, dell’Università di Modena e Reggio Emilia e il contributo di Banca popolare dell’Emilia Romagna e Conad.

Matteo Roberti