International Asinitas, la squadra senza confini

Abbiamo raggiunto i ragazzi dell’International Asinitas Calcio durante l’allenamento, di giovedì mattina alla Polisportiva Castello, un campo da calcio tra San Paolo e Garbatella, a Roma. A giocare sono gli studenti della scuola di italiano di Asinitas, un’associazione che si occupa dell’educazione e promozione sociale dei migranti. I centri dell’associazione sono due: una scuola di italiano per rifugiati e richiedenti asilo a San Paolo e un’altra nel multietnico quartiere di Torpignattara, dedicata alle donne.

La squadra esiste da quattro anni e nasce a fianco alle lezioni di italiano, per creare un momento di socialità nella semplicità di una partita di calcio. “Abbiamo deciso di uscire dalla classe e di dedicare il giovedì allo sport tra educatori, insegnanti e studenti – ci racconta Matteo, volontario dell’associazione – All’inizio giocavamo all’Acrobax, poi piano piano ci abbiamo preso gusto e da tre anni ci alleniamo qui. La Polisportiva Castello ci lascia usare il campo e abbiamo trovato un allenatore, Franco Cervellone che ci ha aiutato a strutturarci meglio”.

Il lavoro dell’allenatore non è semplice e certo non convenzionale: il foglio delle presenze si arricchisce spesso di nomi nuovi, perché la squadra è sempre aperta a nuovi studenti della scuola, ai ragazzi che il corso di italiano non lo frequentano più e perché no, anche ai loro amici. “Ci interessa trasmettere lo strumento linguistico, certo – ci spiega Matteo – però l’insegnamento dell’italiano è anche un po’ un pretesto. L’obiettivo è il rafforzamento e il recupero dell’identità. Queste persone vivono una situazione completamente nuova: dopo il viaggio, l’abbandono della propria realtà, si trovano a ricostruirsi una vita, recuperare un’identità, orientarsi e districarsi nel mondo nuovo. Aldilà della scuola di italiano, attraverso il gioco, la musica, le attività laboratoriali, cerchiamo di lavorare su questo, mettendo al centro le persone”.

L’International Asinitas, che fa parte della rete Calcio solidale, in questi anni ha partecipato a diversi tornei con le altre squadre di calcio popolare di Roma, come l’Ardita San Paolo, l’Atletico San Lorenzo e l’Atletico Diritti. L‘anno scorso, grazie alle donazioni raccolte con un crowdfunding, i ragazzi sono riusciti a partecipare alla XVII edizione di Mondialido, il torneo di calcio per stranieri organizzato dal Club Italia Eventi che coinvolge le squadre di diverse comunità di migranti presenti sul territorio romano. In quello che si struttura come un vero e proprio mondiale, l’International Asinitas è stata la squadra multietnica, con i suoi giocatori che riuniti in una sola bandiera rappresentano Mali, Gambia, Somalia, Etiopia, Guinea, Italia, Senegal, Cina. Asinitas, che lavora con i migranti da più di dieci anni, rappresenta una fonte privilegiata per raccontare quelle dinamiche migratorie e quelle “emergenze” di cui leggiamo sui giornali: sono i testimoni delle decisioni politiche che si prendono sulle nostre teste, in base alle quali cambiano i flussi migratori. Cambiano le provenienze, arrivano moltissime persone in più e si approvano meno richieste di asilo.

Lo stato psico-fisico di chi arriva però è sempre delicato e fragile e creare percorsi di integrazione con delle persone che non hanno la serenità, la lucidità di pensare a come costruirsi una vita, è difficile”. Si tratta di offrire una possibilità di “normalità” a persone che con fatica ricordano cosa significhi e di piantare semi di integrazione. Siamo riusciti a portare i ragazzi a incontrare realtà che forse altrimenti non avrebbero mai conosciuto. La realtà dei richiedenti asilo e dei rifugiati è un po’ un mondo chiuso e anche le partite più semplici possono creare occasioni di scambio e di confronto”.

Danilo Scaringia

Marica Sicilia