Un ringraziamento agli operatori

Grazie a tutti coloro che quotidianamente hanno costruito, e continuano a farlo, alternative possibili 

Fortunatamente abbiamo operatori sanitari come la dott.ssa Giusy Gabriele e il dott. Sergio Nascimbeni che stanno continuando il loro percorso con grandi soddisfazioni. Li ringraziamo per quello che fanno quotidianamente. Non è facile prendere decisioni in questo settore, soprattutto quando ci sono persone che non rispettano le diversità o pensano che andrebbero riaperti i manicomi. Perché finché non la vivi sulla tua pelle – o meglio nella testa – non puoi capire la differenza tra essere consapevoli di avere dei problemi e illudersi di stare bene. Perché come diceva il grande e unico Franco Basaglia: «Da vicino nessuno è normale»; e il manicomio non è la risposta giusta per chi soffre di un disagio mentale. Hai creato, per chi ti ha seguito, la possibilità di un’alternativa vera, concreta, come direbbe il cantautore Edoardo Bennato, «L’isola che non c’è»: e il Centro Diurno San Paolo dell’ASL Roma 2 è una di queste isole. Qui si possono trovare persone speciali, sensibili, competenti da tutti i punti di vista. Grazie. 

Tutto è iniziato con Basaglia e la legge 180, e spero che da lassù tu possa vedere come hai cambiato la storia di tante, ma tante vite, soprattutto in Italia. Chissà se da lassù… hai parlato con Ornella Ugolini, o con Luigi Attenasio, dei tanti sogni realizzati tra viaggi in Africa, Sanremo (con Parapazumpa) o Crazy for Football e i mondiali di calcetto della salute mentale. Ornella, spero che hai visto i viaggi che abbiamo fatto in Tanzania, in Vietnam (dove volevi tanto andare ma non hai fatto in tempo), in Etiopia, in Sicilia, l’EXPO della Salute Mentale organizzato nel 2019. Spero che avete avuto modo di sorridere per quello che stiamo facendo e per come stiamo continuando il lavoro da voi iniziato: con 180gradi, con 180amici, Radio Fuori Onda, con gli operatori, le cooperative, i familiari e i volontari, che contribuiscono ogni anno a creare spazi di libertà terapeutica. Come il gruppo Eventi “Disordinatamente”, il gruppo musicale “Fox Carusel”, il “gruppo lavoro” che ha lo scopo di inserire gli utenti in situazioni lavorative, le Furie Bianche, la nostra storica squadra di calcetto, e la cooperativa Abecedario, che, con Atelier 45, offe la possibilità di sperimentarsi e formarsi in tanti ambiti: in cucina, nel giardinaggio, nel decoro, nella sartoria. E poi le tante gite e i viaggi organizzati per far riposare gli utenti e renderli indipendenti dalle responsabilità familiari. Da qualche anno, grazie a delle donazioni, è stata creata anche una piccola biblioteca, dedicata a Marco Cavallo e, di conseguenza, alle sue imprese. 

Ringrazio le operatrici Elena Boni, Gaia Possenti, Daniela Di Rienzo, Ester Pace e, per quanto riguarda 180 gradi, Alessandro Reali e la dott.ssa Tonia Di Cesare: grazie al loro supporto è stato possibile realizzare la nostra rivista e non solo. Tutti uniti nel combattere lo stigma e nel continuare, ognuno valorizzando le proprie competenze e possibilità, il lavoro di Franco Basaglia. 

Voi, Luigi e Ornella sarete sempre nei nostri cuori e io vi ricorderò per sempre. Secondo il mio modesto punto di vista, voi, come i tanti operatori che stanno continuando il vostro percorso e il lavoro culturale contro secolari pregiudizi, meritereste il Nobel per la medicina. Ognuno, nel proprio piccolo, ha contribuito a cambiare la vita di tante persone in Italia.