C’era una volta il manicomio… poi arrivò Franco Basaglia

Una favola per presentare ai bambini leroe che ha lottato per i diritti dei più fragili 

Franco Basaglia è famoso in tutto il mondo anche se, purtroppo, non è ancora conosciuto da tutti. Ma se dovessimo spiegare al mondo dei più piccoli chi è stato e cosa ha rappresentato questo grande dottore, in che modo verrebbe raccontato? Ora proveremo a fare proprio questo, con una sorta di racconto o favola. Cera una volta, tanti anni fa, un luogo molto brutto, scuro e sporco, dove il giorno e la notte erano sempre uguali e non splendeva mai il sole. Era pieno di stanze piccole e strette dove vivevano tante persone, grandi e piccine. Durante queste giornate le persone soffrivano tanto e stavano male, così male che, spesso, piangevano e urlavano, ma il loro grido di dolore e richiesta di aiuto non veniva ascoltato e, a volte, nemmeno considerato. Si trattava di uomini, donne e bambini rapiti e chiusi dentro queste stanze da persone malvagie che non volevano vedere nel mondo persone fragili e deboli, ma solo gente forte, che non facesse vedere la propria sofferenza, perché nella società non cera tempo di dare attenzione e cura a chi soffriva. Coloro che cercavano di chiedere aiuto venivano puniti ingiustamente: le punizioni consistevano nellessere legati al letto o al termosifone e, inoltre, nel ricevere delle scosse elettriche. Venivano tutti sottratti ai loro affetti, alle persone che amavano, e anche i più piccoli venivano allontanati dalle mamme e dai papà, per essere lasciati totalmente soli: li chiamavano pazzi e i posti dove venivano rinchiusi erano i manicomi. 

Le cose andarono avanti così per tanto e tanto tempo, fino a che un giorno arrivò un uomo buono e gentile che voleva salvare i prigionieri indifesi e combattere i cattivi. Lui si chiamava Franco Basaglia e arrivò in una città chiamata Gorizia. La sua lotta per la libertà fu lunga e difficile e si fece in quattro per far sì che tutti fossero liberi di vivere la propria vita, combattendo contro la malvagità di chi voleva far loro del male, cercando di far capire al mondo che queste persone avevano solo bisogno di amore e cura, dandone lui per primo. Attraverso questo grande lavoro trasformò questi posti brutti, scuri e senza vita in luoghi pieni di luce e speranza. Il nostro Franco capì presto che non ce lavrebbe mai fatta da solo, così chiese aiuto ad altri uomini e donne buoni come lui che volevano il bene delle persone, affinché non soffrissero e stessero più male. Tutti insieme lottarono con le unghie e con i denti e con tutte le loro forze il nemico, uscendone vittoriosi. 

A questo punto della storia verrebbe da pensare che tutti vissero felici e contenti. Purtroppo, però, non è così e la storia ancora continua nel tempo. Il nostro amico e caro Franco molti anni fa, quando era ancora giovane, ha deciso di cambiare casa e di andare a riposarsi in cielo insieme agli angeli come lui, ma prima di salutarci lasciò al mondo un grande regalo, quello di chiudere definitivamente i manicomi, liberando tutti coloro che vi erano stati chiusi per tanti anni, trovando loro nuove sistemazioni per ricominciare a vivere e, a chi aveva ancora degli affetti o una famiglia, farli tornare ad abbracciarsi. Questo fu possibile attraverso una legge chiamata Legge 180. Ma il nostro eroe sapeva benissimo che, anche dopo avere donato al mondo tutto questo, la battaglia non sarebbe finita lì, allora passò il timone a tutti i suoi amici che avevano combattuto con lui per tanto tempo, lasciando a loro e alle generazioni future questa grande eredità. 

Grazie a tutto ciò, ancora oggi combattiamo per i diritti di chi ha problemi, per far sì che tutti possano avere una vita giusta e dignitosa, esattamente come i cosiddetti normali; grazie a Basaglia e alle sue idee.