Il futuro siamo noi 

Piccoli attivisti per la tutela dei diritti e dell’ambiente candidati al Nobel 

Il futuro siamo noi di Gilles de Maistre – tra i primi docufilm proiettati nelle sale cinematografiche in seguito all’allentamento delle misure anti-covid – racconta le straordinarie storie di Aissatou (Guinea), Heena (India), Arthur (Francia), José Adolfo (Perù) e gli altri Peter, Kevin, Jocelyn, (Bolivia), Khloe (Los Angeles).

Questi bambini creano delle importanti innovazioni per aiutare il prossimo grazie alle quali riusciranno a candidarsi per il Premio Nobel in Svezia, Paese che ha dato i natali alla celebre attivista Greta Thunberg. Aissatou in Guinea si oppone fortemente alla tradizione dei matrimoni precoci, mentre Heena in India e alcuni suoi coetanei in Bolivia combattono contro lo sfruttamento minorile.

Arthur si prodiga nella raccolta fondi allo scopo di aiutare i senzatetto nella sua città, sognando di poter aprire in futuro una casa di accoglienza. Infine José Adolfo – attivista vincitore nel 2018 del Premio Internazionale per il Clima – ha creato in Perù una “banca per bambini” affinché essi possano mantenersi. 

Il futuro siamo noi segue i protagonisti passo passo raccontando la loro storia e in particolare il loro impegno nel realizzare qualcosa di straordinario. La banca per bambini (con tanto di carta di credito) di Josè Adolfo si lega a un progetto di salvaguardia ambientale: i bambini raccolgono quantitativi di carta da riciclare e ricevono un compenso.

Appare sorprendente il fatto che un Paese povero come il Perù sia così attento alla politica ambientale, mentre Paesi più sviluppati, come l’Italia, dedichino scarse attenzione al versante ecologico. Se parliamo della città di Roma e del suo contributo alla tutela dell’ambiente, è bene dire che la sindaca Virginia Raggi, insieme alla società di trasporti pubblici Atac, ha utilizzato parte dei contributi versati dai cittadini per realizzare impianti per il riciclo della plastica: riciclando la plastica negli appositi distributori si ricevono in cambio dei titoli di viaggio gratuiti. 

Nel documentario ci sono molte scene emozionanti, protagonisti sono i bambini ma il pubblico cui si rivolge è costituito soprattutto da adulti. Affascina il fatto che ad avere idee così geniali siano proprio i minori. Perché fino a quando si è bambini si è carini, dolci e affettuosi? Perché quando si cresce aumenta in alcuni momenti la rabbia, la cattiveria e i grandi diventano pericolosi. Un messaggio educativo recepibile in questa pellicola è l’invito a un utilizzo moderato di computer, console, smartphone, tablet, televisione. Diamogli un pallone, dei racchettoni, strumenti che li avvicinino alla musica, alle lingue. Loro sono molto più intelligenti di noi, questo film ne è la prova. È giusto dare un Nobel a dei bambini, e se guarderete Il futuro siamo noi ne sarete convinti anche voi.