Pittura in cerchio. Arriva a Roma il metodo di “Lea Atelier Partage”

Si colora di fiori, segni e forme la serra del Centro diurno San Paolo. Sabato 29 marzo si è svolto un incontro che ha coinvolto gli utenti, la cittadinanza e l’associazione Les Ateliers Partage. L’organizzazione, il cui nome in Italiano, significa ‘laboratori di condivisione’ e che ha sede a Bruxelles, ha presentato un workshop di pittura istintiva intorno ad un foglio circolare, realizzando i cosiddetti ‘Soli’. 

Il metodo è semplice ed efficace. Il cerchio altamente simbolico in molte culture rappresenta l’unità e la molteplicità. La figura geometrica perfetta, inoltre, mantiene i partecipanti equidistanti dal centro e così guardandosi possono muoversi, lasciando il proprio segno sul foglio. Il cerchio genera un’energia collettiva che rende magica l’interazione fra coloro che dipingono e il pezzo di carta. 

“Noi siamo un’associazione e una piccola realtà’- ci dice il volontario Sergio Giorgi – parlandoci  di Blaise Patrix, fondatore del metodo, venuto a mancare due anni fa : un pittore che ha voluto far avvicinare all’arte il pubblico anche più inesperto, per creare qualcosa di bello e valido dal punto di vista artistico”. 

Virginia Manzitti, moglie dell’artista, italiana a Bruxelles, qui a Roma per proporre il laboratorio di pittura afferma che “è fondamentale inventare qualcosa di nuovo insieme riunendosi in cerchio. La dimensione di gruppo è essenziale, e si costruisce qualcosa che è più intenso ed efficace della somma delle parti. La partecipazione condivisa rende evidente quello che di creativo, peculiare ed esteticamente stimolante abbiamo in noi.  

“Grazie a Federica Manzitti ed Elena Boni siamo arrivati in Italia a proporre questo scambio sperimentato da più di trent’anni in uno spazio collettivo. Ognuno di noi ha una parte creativa -dice Virginia- lo spazio in cerchio accoglie tutti, attraverso la forma circolare viene fuori qualcosa di nuovo. All’evento hanno partecipato anche i redattori di Radio Fuori onda ai quali i volontari dell’associazione hanno specificato che “ questa pratica sviluppa la connessione e la comunicazione in tutti i contesti, compreso quello della salute mentale. ”Collaboriamo – continua Virginia – con altre associazioni e dipartimenti universitari come ad esempio quello di Scienze sociale dell’Universite des familles de Molembeek. Lavoriamo anche in campo interreligioso, dove culture differenti interagiscono per comunicare meglio tra loro, ma anche con cittadini dello stesso quartiere per stringere legami di buon vicinato. 

Lasciare una traccia con uno o più colori rientra nelle capacità e attitudini creative di ognuno di noi. L’esperienza di trent’anni ha evidenziato che intorno ad un cerchio si azzerano le differenze, ci si incoraggia a vicenda e viene fuori qualcosa di totalmente inaspettato. Il fatto di essere insieme fa cadere tutte le inibizioni, le paure e viene fuori un’energia  particolare ed efficace. Il risultato sono questi enormi cerchi tutti colorati che ricordano l’alchimia energetica dei mandala, i disegni sacri di origine orientale”.