Un’inchiesta sui “padroni della notte”. Potenzialità e criticità

Intervista a Lorenzo Giardinetti, presidente della commissione politiche giovanili dell’VIII Municipio

Tra le luci soffuse dei locali alla moda, la musica elettronica delle discoteche, la birra che scorre nei pub, si anima la notte. È lì che, tra un drink e una risata, si concentra la vita notturna. Ogni santa sera, ogni benedetta notte succede tutto questo, un po’ dappertutto così, come nel Municipio VIII. E’ proprio su questo territorio che si sta facendo uno studio, tramite questionario, per capire come si svolge tra i giovani la vita di notte. L’analisi al momento è ancora in corso.

Per questo la redazione di 180 gradi ha intervistato Lorenzo Giardinetti, Presidente della commissione scuola e politiche giovanili del Municipio VIII.

A chi si fa riferimento quando si parla di “Giovani della notte”? E che età hanno?

L’analisi comprende ragazzi tra i 15 e i 34 anni. Proprio in questa fascia di età si pensa molto a vivere a pieno la “vita loca” e la socialità ma non l’obiettivo della stabilità economica e la pretesa di un lavoro fisso almeno inizialmente. Il titolo dell’inchiesta si ispira proprio al celebre brano di Jovanotti “Gente della notte”. La notte non è solo un problema di ordine pubblico o emergenziale, ma un mondo dove particolarmente le fasce di età più giovani, stanno insieme, fanno cultura, si divertono e lavorano, alcune volte anche in nero.

Le abitudini variano da quartiere a quartiere? In estate cambiano le frequentazioni dei luoghi?

Lo studio si sta concentrando su ogni quartiere in modo tale da localizzare, in maniera specifica, le aree in cui c’è concentrazione giovanile. Tramite il questionario, che sarà anonimo, si potrà fare una mappatura. In estate le cose cambiano e si capisce da tanti aspetti, uno dei quali è l’aumentare delle segnalazioni ai vigili urbani per rumori molesti da parte dei cittadini. Lo scopo del questionario è quello di approfondire empiricamente «dov’è che si scappa e dov’è che si va», intendendo quali possono essere le motivazioni che spingono la gente della notte a muoversi.

Ci sono delle attrazioni notturne che favoriscono la crescita personale dei giovani d’oggi? La mala movida sta diventando un problema?

Purtroppo c’è ben poco di culturale da fare la notte, poiché non ci sono spazi intellettuali, istruttivi o formativi sul nostro territorio, che possano creare aggregazione notturna tra i più giovani. Infatti, per esempio, il cinema Ambassade ha chiuso qualche anno fa e poteva essere un’occasione culturale da sviluppare.

Preoccupante è l’A-movida, intendendo quel fenomeno sociale di deserto completo in cui vige il degrado relazionale con il mondo e con se stessi. Ma questo non è un aspetto ingovernabile, anzi. Probabilmente i contesti di ritiro dalla socialità e l’ isolamento sono anche peggio dei piccoli gruppi nei quali si alza un po’ il gomito in situazioni appartate.

 

La mala movida è un termine che non mi piace. Con questo concetto si intende l’assembramento in zone ad alta intensità commerciale ed aggregativa nel centro urbano, caratterizzato dalla presenza di persone che si aggirano per strade e locali, di sovente con atteggiamento festoso e rumoroso. Io sono dell’idea di non demonizzare eccessivamente questi fenomeni anche se a volte si vengono a creare problemi di ordine pubblico legati al consumo smodato di alcolici o di ben altro al buio, nei parchetti, dietro muretti, nelle piazze nascoste o sulle panche più appartate. Le zone più invisibili e oscure creano dei rischi perché non si sa più cosa nasconda la strada. Dunque la movida va controllata e amministrata per mettere al sicuro tutti i cittadini.

L’aggregazione notturna è un volano per l’economia? Il turismo come si inserisce in questo contesto?

Il turismo si inserisce nel territorio del municipio in maniera un po’ “aggressiva”, come se non fossimo pronti ad accoglierlo. Infatti questa grande quantità di turisti irrompe prepotentemente nelle vie più popolate dei locali, in contesti non attrezzati per ospitare tanta gente nuova in ogni momento dell’anno. C’è anche da dire che l’attività turistica nel periodo estivo aumenta e in questa stagione dell’anno favorisce notevolmente l’economia dei B&B intorno alle zone del nostro municipio. Questi soggiorni, con lo scopo di divertimento, favoriscono il processo di “gentrificazione” per quanto riguarda alcune parti dei quartieri, dove si verificano cambiamenti nel territorio urbano dovuti all’aumento del settore turistico. Tali cambiamenti possono essere di natura economica e sociale e tendono a trasformare i luoghi rendendoli più cari e meno accessibili alle persone che vi abitavano originariamente. Questi sono solo alcuni aspetti che dovrebbero essere valutati da chi fa politiche abitative, ma non è così, perché si pensa sempre e solo a quello che accade di giorno.

Un’ alta concentrazione giovanile per le strade incide negativamente sulla sicurezza urbana?

No il fatto che i giovani si incontrino e si relazionino tra loro è una cosa positiva. C’è da temere che i giovani escano dalla società, si emarginino. Senza i giovani a popolare le strade avremmo forse meno rumore, ma i silenzi assordanti sono cosa ben più preoccupante, poiché sta succedendo qualcosa di cui non ci stiamo accorgendo.

Per molti giovani il divertimento significa alcool e droghe, avete riscontrato quest’aspetto nella vostra analisi oppure no?

Non si può negare che i giovani facciano uso e abuso di alcool o di ben altro, e questo costituisce una vera piaga per la società, ma non è questo un fenomeno che riguarda esclusivamente il Municipio VIII. È una verità indiscussa che la notte sia associata al consumo d’alcool, per cui sì, ci sono delle criticità sulla questione. Probabilmente è anche un modo per scappare dalla realtà, per esagerare, per trovare una socialità che senza un cocktail forse non si riesce a trovare.

Ci sono delle prospettive di valorizzazione del tempo notturno che si intendono intraprendere?

Il questionario mira proprio a valorizzare e promuovere la socialità e l’economia notturne. Si vuole infatti far crescere il nostro territorio pieno di studenti universitari (qui c’è l’Università Roma 3). Come detto precedentemente le criticità ci sono ma vanno gestite e governate. Poiché questo avvenga va meglio conosciuta la “società notturna”. Non esistono solo dei pazzi festaioli in giro o all’opposto gente con le tapparelle chiuse e i tappi nelle orecchie, dal momento che la nostra società è caratterizzata da una notevole diversità sociale di cui tenere conto.