Disability Pride 2020: per abbattere tutte le barriere a partire da quelle culturali

Il 2 ottobre si terra’ a Roma il Disability Pride 2020 al teatro Ghione e in diretta su Raiplay, in una versione ‘speciale’ a causa del covid-19. 

Per l’occasione abbiamo intervistato Daniele Lauri, attivista per i diritti delle persone con disabilita’ e tra i promotori dell’evento. 

Come è nato il Disability Pride in Italia?

“E’ una manifestazione che nasce a livello internazionale a New York  per iniziativa di un padre con un ragazzo con una grave disabilità. 

Secondo lui, fino a quel momento, la disabilità era vissuta con un senso di vergogna. Mentre 5 anni fa’ arriva in Italia, precisamente in Sicilia, passa poi da Napoli e arriva a Roma nel 2018 grazie all’iniziativa di Carmelo Comisi.

Nasce come una parata nel centro della capitale ricca di musica, iniziative e divertimento per celebrare le persone con disabilità e dare loro visibilità. 

Nasce come una festa di piazza, ma quest’anno a causa del covid19 si farà in teatro.”

Da chi è organizzato l’evento?

“L’evento è organizzato a titolo gratuito da una rete di associazioni e persone che si occupa di temi riguardanti la disabilità, a vario titolo e in vari modi, Feder Trek e Radio32, solo per citarne alcune.  

Ognuno però può essere promotore dell’evento pur non facendo parte di un’organizzazione specifica.”

Perchè esistono le barriere architettoniche e come superarle?

“Uno degli slogan del Disability Pride è di abbattere tutte le barriere a partire da quelle culturali.

Le barriere architettoniche sono frutto di un pensiero che non è ancora inclusivo.

Bisognerebbe progettare un’opera pensando alla sua fruibilità universale fin dal principio.

L’abbattimento delle barriere deve essere un processo che coinvolga tutta la società.”

Con il Covid19 la situazione dei disabili è peggiorata?

“Sì, soprattutto quelle delle persone con disabilità più gravi che vivono nelle strutture come le R.S.A. 

Ma anche la cura quotidiana di sé con il covid si è complicata ulteriormente: per esempio effettuare dei controlli medici è molto più difficile, perché alcune strutture già di per se poco agibili lo sono diventate ancora di più.

Pensiamo per esempio alle persone sorde che devono leggere il labiale, che con l’uso della mascherina sono tagliate fuori completamente, o alle persone cieche che fanno fatica a mantenere il distanziamento e che hanno bisogno di toccare gli oggetti per fare la spesa ad esempio.

Se dovesse continuare il distanziamento, bisognerebbe iniziare a pensare a queste difficoltà.”

Puoi dirci qualcosa del programma?

“Il programma è una sorpresa, ma vi assicuriamo che farà pensare e divertire.

Ci sarà la diretta su Raiplay.it e su Radio32.net dal backstage.”

Come si può partecipare?

“Chiunque voglia darci una mano è il benvenuto: il 2 Ottobre al teatro Ghione per conoscerci di persona oppure attraverso la nostra pagina Facebook e dare la propria disponibilità a seconda delle proprie capacità e risorse. 

Speriamo che l’anno prossimo si possa tornare in piazza con tante persone e per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di molti.” 

 

Omar Atiba, Giorgia Luca

con la collaborazione di Kefranc Kelemakunga