Un convegno alla biblioteca Joice Lussu per saperne di più
Ma cosa si sa di via Rasella? Dopo decenni sono ancora molti gli interrogativi sull’azione gappista che causò l’eccidio tedesco delle Fosse ardeatine. Una parziale risposta è venuta dal convegno “Le radici di una strage: via Rasella e le Fosse ardeatine”, organizzato da “Mind the G.A.P.”, che si è tenuto il 26 marzo presso la biblioteca Joice Lussu a San Paolo. Al tavolo dei relatori si sono alternati lo storico locale Gianni Rivolta, direttore del periodico Cara Garbatella e Lorenzo Vianini del centro di storia regionale Alto adige, ha moderato Lorenzo Teodonio del Centro per la Riforma dello Stato. Innanzitutto è stato ribadito che i tedeschi erano gli occupanti e i partigiani a via Rasella si comportarono come in un’azione di guerra e non di terrorismo politico, come certa pubblicistica ha voluto far credere, fin dai primi anni Cinquanta.
”Enrico Mancini, Giuseppe e Francesco Cinelli e Pacifico Funaro sono i martiri del nostro quartiere trucidati alle Fosse ardeatine, che a distanza di più di 80 anni risuonano ancora nella memoria della Garbatella. Un quartiere che ha dato un notevole contributo in armi alla Resistenza romana e un grande sacrificio di vite umane- ha ribadito il giornalista Gianni Rivolta”. Lo storico Lorenzo Vianini ha invece, in una lunga esposizione supportata da immagini, spiegato le vere origini del battaglione altoatesino “Bozen”, che è stato oggetto dell’azione di via Rasella. “ Il Bozen- ha confermato Vianini- non era un gruppo di pensionati musicanti, come è stato sempre sostenuto da una certa stampa, ma un corpo militare della Polizia d’ordine della Germania nazista, creato in Alto Adige nel 1943 e formato da uomini adulti e preparati in altri campi di guerra. Direi di più, gli altri due battaglioni del Bozen furono impiegati dai comandi tedeschi proprio nella repressione antipartigiana nella zona del Bellunese, anche se non parteciparono alla rappresaglia tedesca che seguì”. Tutti sanno, ma va ribadito, che dopo la bomba di via Rasella, i tedeschi trucidarono 10 italiani per ogni soldato ucciso. “L’Ordine è già stato eseguito” fu la frase lapidaria, con la quale nell’agenzia Stefani, i Comandi tedeschi avvisarono la popolazione romana, che era all’oscuro dei 335 tra antifascisti ed ebrei, che finirono fucilati e coperti da tonnellate di tufo nelle cave sull’Ardeatina.
