Dal Tufello alla celebrità, in ricordo di Gigi Proietti

Lo scorso 2 novembre è scomparso il grande attore romano Gigi Proietti. Gigi era ricoverato da due settimane nella clinica romana di Santa Margherita per problemi di cuore. Aveva ottantanni e il destino ha voluto che, a causa di un infarto, se ne sia andato proprio nello stesso giorno in cui la città eterna ce lo aveva regalato: in quella data infatti avrebbe festeggiato il suo compleanno. 

Gigi nasce nel cuore di Roma, in via Giulia, ma passa gran parte della sua vita nel quartiere Tufello di Roma nord. Nonostante la romanità autentica, le sue origini sono lontane dalla capitale: umbro da parte paterna e rietino da quella materna. Il padre di Gigi era emigrato a Roma da giovane, dove aveva lavorato come cameriere, portinaio e tuttofare in un palazzo nobile del centro. Negli anni della guerra, il Tufello non era ancora un quartiere ben definito, stava nascendo piano piano, in unepoca in cui la capitale dItalia stava evolvendosi e ingrandendosi, mattone su mattone. Al Tufello lattore ha trascorso gli anni più importanti, come ci racconta nella sua autobiografia Tutto sommato, qualcosa mi ricordo. Si trattava di un periodo molto particolare per la nostra nazione, anni dove vivere nella società ed essere accettati dai propri coetanei non era sempre così semplice, anni in cui bisognava stare o da una parte o dallaltra e per capire quale fosse quella giusta bisognava provarle entrambe. In questo contesto, Gigi fa le sue prime esperienze di vita di bambino e ragazzo. Dal bagno proibito alla marrana, le sortite al cinema modernissimo, lAureo, dove Rita Hayworth faceva la danza dei setti veli, e ancora esperienze contrastanti fra loro come il chierichetto e lattrazione per la prostituta del quartiere. 

Il lunghissimo rapporto con il teatro comincia durante gli anni universitari. Dopo aver conseguito il diploma di liceo classico allAugusto, Gigi si iscrive alla facoltà di giurisprudenza de La Sapienza. Durante quegli anni si cimenterà in diverse esperienze sportive e teatrali. Tutto comincia proprio attraverso un corso sperimentale allinterno delluniversità, dove scoprirà e metterà a frutto le sue passioni: da quelle musicali a quelle canore fino allarte della recitazione. Un certo Giancarlo Cobelli nota subito le doti del giovane Proietti e capisce che potrebbe avere un futuro nello spettacolo, indirizzandolo verso quella strada. Ciò porterà Gigi a vivere le sue prime esperienze, recitando nei suoi primi spettacoli fuori dallambiente universitario. Comincia così a frequentare i night fino a notte fonda e, come dichiarato da lui stesso, si trattava di serate interminabili, che lo portavano a fare una scelta tra luniversità e il teatro. Così, a soli sei esami dalla fine, abbandona la facoltà di giurisprudenza. Dallesperienza di A me gli occhi please, con al timone della regia proprio Cobelli, scaturisce il suo primo grande successo, dal quale comincia una salita inarrestabile. 

Nel corso della sua lunga carriera, Gigi ha fatto di tutto, ricoprendo ruoli comici e drammatici, dal cinema al teatro, fino alla fiction, senza mai tradire le aspettative del pubblico. Ogni suo spettacolo era sempre un successo, grazie alla immensa passione che non è mai scemata, dal primo allultimo minuto di ogni scena. Per il teatro provava un amore viscerale al punto tale che, in più occasioni, come avviene con i grandi amori, questarte lha portato a vivere forti emozioni di rabbia e dolore. La sofferenza infatti è stata grande, lo dichiara lattrice Elena Berera che ha collaborato più volte con lui e che lo ha descritto come una persona che considerava il teatro qualcosa di sacro e intoccabile. Proprio per questo, l’attrice racconta come Gigi si sia sentito molto amareggiato e malinconico per il fatto che la scuola di teatro da lui fondata (che ha formato comici molto noti e apprezzati tra cui Enrico Brignano) non riceveva nessun tipo di aiuto e finanziamento, venendo addirittura osteggiata. Questo deluse talmente tanto Gigi che arrivò a pensare di chiuderla. Il suo legame così forte con il teatro emerge anche nella dichiarazione al periodico AGIS, in cui rivelava la sua grande amarezza per come il teatro viene considerato e trattato dal mondo dello spettacolo e di come sperava in una legge che regolasse a dovere quel settore. 

Nella sua carriera, Gigi ci ha regalato tantissime indimenticabili rappresentazioni: dallo sketch teatrale della sauna agli spettacoli musicali, come lesilarante Non me rompe er ca. Come non ricordare Febbre da cavallo, con la famosa mandragata, diventato un vero e proprio cult del cinema italiano. Ma oltre agli aspetti comici, lo abbiamo potuto apprezzare anche in ruoli drammatici, nonché in televisione. Gigi ha infatti interpretato San Filippo Neri nella miniserie Preferisco il paradiso, ma tutti lo ricordano soprattutto per Il maresciallo Rocca, serie tv di grande successo, ambientata a Viterbo, che ha accompagnato le serate degli italiani dal gennaio 1996 fino al 2005. 

Gigi Proietti è stato e resterà per sempre un grande personaggio e un grande attore, che ha saputo emozionarci per quasi sessantanni, facendoci piangere e ridere. Andandosene il 2 novembre ci ha lasciati ancora una volta di stucco. Una grande perdita non solo per Roma, ma per lItalia intera che difficilmente troverà un nuovo Gigi Proietti.