La voce, The voice, Ha Kol

Il 16 aprile si è celebrata la Giornata mondiale della voce. La voce e il corpo sono gli strumenti che portiamo sempre con noi. Parliamo della voce che usiamo quando stiamo in radio ai microfoni, quando si fa teatro e si recita, ma soprattutto quando si canta come solisti e nei cori. 

Analizziamo la voce come strumento musicale. Si parte dal diaframma, che separa il torace dall’addome, questo muscolo deve stare ben disteso in modo da non farsi male. Il suono poi sale lungo la schiena e quindi la spina dorsale deve stare dritta, le spalle rilassate. A questo punto va abbassata la laringe, per farlo bisogna abbassare la mandibola così si evita di cantare di gola. Infine, è fondamentale impostare la bocca sia per pronunciare le vocali, sia le consonanti. Chi non lo fa canta le vocali troppo aperte e usa la gola che, sforzandosi, si rovina. Per usarla nel migliore dei modi ci sono degli esercizi di Dizione, che servono soprattutto nella parte finale, ovvero l’emissione del suono dalla bocca. 

Nel cinema e nella televisione inizialmente i film erano muti, poi negli anni è nato il doppiaggio che dava la possibilità anche di ascoltare dialoghi e musiche. È talmente importante la voce che un famoso talent scout si chiama The voice, perché comunque la maggior parte dei musicisti sono cantanti. In ebraico si dice Ha Kol, che è il nome scelto circa trent’anni fa per il coro nel quale canto con lo scopo di diffondere la cultura ebraica.  

Se pensiamo alla voce, c’è anche la voce del popolo, che è la più diffusa soprattutto nelle manifestazioni. Purtroppo, c’è anche chi non può parlare e si esprime con i gesti. C’è anche chi può parlare, ma ha problemi di balbuzie o di parlare veloce. Non è sempre facile controllare la voce, c’è anche chi ne abusa a sproposito o per dire cattiverie purtroppo. La voce è uno dei tanti doni che ha l’uomo usiamola bene.  

 

Foto di Tunisu da Pixabay – CC License