A “Santedicola” arte e design

Coraggiosa impresa quella di Gaetano Orefice, trent’anni, napoletano di nascita, ma romano di adozione, il quale ha riqualificato uno spazio urbano in disuso, ristrutturando una vecchia edicola e restituendola al quartiere con un nuovo concept. Nasce così Santedicola, nuovo hub culturale in Piazza Imola a Roma, zona San Giovanni, in cui è possibile anche fermarsi e leggere una delle tante pubblicazioni che il negozio offre. Ma il progetto è ambizioso, in quanto lo spazio è caratterizzato da pubblicazioni insolite e di difficile reperibilità, una selezione editoriale di nicchia,  riviste internazionali e indipendenti. Qui sono disponibili una scelta di magazine – Cabana, Monocle, Openhouse, Tide, tra gli altri – e proposte di case editrici indipendenti, come Corraini o Nero Editions.

Ed è proprio questo che attira il pubblico, tanto da registrare arrivi da tutte le zone di Roma e non solo, per fruire di questa scelta editoriale così ricercata. Gaetano, laureato in Design e Comunicazione, ha dato la sua impronta nella ristrutturazione dello spazio, che nonostante i suoi 25mq offre al visitatore un arredamento insolito addirittura privo del tradizionale bancone. E l’intenzione è quella di creare uno spazio fluido, in cui sia possibile realizzare mostre, piccoli workshop e iniziative culturali, anche con la vendita di oggetti di design.

Infatti l’inaugurazione di Santedicola, avvenuta lo scorso ottobre, ha visto la mostra delle opere del fotografo Mariano Doronzo, nell’esposizione a cura di Luigi Crea del progetto “Lanterna Beach i volti del Braccio”. Si tratta delle immagini dei Lanterniani : uomini che si incontrano da anni e si ritrovano sul molo di Barletta, per condividere sole e mare.

“Ma la riconversione della vecchia edicola in polo culturale – dice Orefice- è un vero e proprio ‘atto di resistenza. Nei tempi in cui viviamo questi spazi tendono a chiudere; il settore è sempre più in crisi, nonostante il chiosco per gli italiani sia un luogo simbolo da più di cent’anni (le prime edicole compaiono negli anni ’20) e ambiscano ad essere punto di aggregazione per il quartiere e non solo”.

Interessante anche il nome  ‘Santedicola’, il cui progetto è stato affidato al designer italo-americano Jonathan Spada, che ha curato l’aspetto della comunicazione e del branding iniziale. “Il nome – ha spiegato Orefice in un’intervista al podcast Strutture Invisibili- è frutto anche di un processo di brainstorming.  Durante le classiche serate tra amici si è discusso sul potenziale nome dell’idea e si è pensato alle edicole votive : elementi architettonici che popolano città come Napoli e Roma”. Gaetano si è sempre interrogato sull’affetto che la gente rivolge a questo aspetto e alla religiosità che ne comporta. E, infine, rappresenta un tributo alla zona che ospita il progetto, San Giovanni, appunto. E da qui viene alla luce l’unione tra due parole in un tutt’uno che dà solennità e ironia allo stesso tempo all’idea. Anche la forma ottagonale dell’edicola è singolare e ha una sua importanza simbolica, in quanto il numero otto, importante in tante culture e religioni, qui viene visto come emblema di ‘rinascita’ e quindi ci riporta all’idea di presidio culturale rigenerato.

Santedicola è, dunque, molto di più di uno spazio espositivo o di vendita, è un presidio urbano dedicato al design, all’editoria indipendente e alla creatività contemporanea, capace di trasformare un luogo della memoria collettiva in un laboratorio di idee e relazioni. Il progetto, quindi, ci dimostra che è piu’ di un’edicola : è un simbolo di rigenerazione urbana e culturale. Restituendo significato a un luogo quotidiano, l’idea dimostra come anche gli spazi più piccoli possano diventare catalizzatori di innovazione e partecipazione. In un’epoca in cui la città cambia volto, Santedicola rappresenta un modello replicabile di come la cultura possa abitare e trasformare l’ordinario.