Una valanga di cemento tra l’Ostiense e la Montagnola

Ma i residenti dicono basta

 Studentato di lusso all’Ostiense, il “bosco verticale”a Piazza Navigatori, nuove residenze nell’ex Fiera di Roma sulla Cristoforo Colombo e altri palazzi di pregio nell’area dell’Ama a Piazza Caduti della Montagnola. I cantieri aperti vanno a pieno regime tra movimenti di terra e abbattimento di vecchi manufatti anni Cinquanta, altri si profilano all’orizzonte con gru e gigantesche ruspe. Migliaia di metri cubi di cemento sono in arrivo sul territorio dell’VIII municipio, minacciando il paesaggio e l’assetto urbanistico di un territorio storicamente interessato da elementi naturalistici di pregio internazionale, come la vicinanza al parco dell’Appia antica e attraversato da Via delle Sette Chiese la “strada medievale dei pellegrini”, che collega l’Ostiense e la Basilica di San Paolo con quella di San Sebastiano e l’Ardeatina. I cittadini cosa ne pensano?  Negli ultimi mesi non sono mancate manifestazioni di piazza e petizioni popolari per contrastare i progetti dei privati, che tendono a massimizzare i profitti e a lasciare le briciole ai servizi pubblici. Intanto le cinque maxi-torri previste nell’area di via del Caravaggio a Tor Marancia sono tramontate. Sui singoli interventi sono nati Comitati civici, come quello per la tutela degli ex Mercati generali e quello della Montagnola, che qualche settimana fa sono scesi in piazza per respingere in toto le concessioni edlizie rilasciate dal Comune di Roma. Per gli ex mercati dell’Ostiense, dopo vent’anni di abbandono, è entrata in campo l’immobiliare texana Hines, specializzata nella costruzione di studentati e residenze di lusso (come il cubo nero di Firenze). La partita si gioca tra chi vorrebbe un’area naturalistica e l’utilizzo esclusivamente pubblico degli edifici già esistenti e chi, invece, intende privatizzare il più possibile l’area interessata: un investimento complessivo di 380 milioni di euro per stanze a 1.000 euro al mese o giù di lì, biblioteca e mediateca, coworking, centro benessere, aree sportive, parcheggi, ristoranti, giardini e spazi ludici. Anche a due passi dalla storica trattoria dell’Ardito su via delle Sette Chiese non si scherza. Nel “bosco verticale “ simil Porta Nuova, targato Stefano Boeri a Milano, per un bilocale al piano rialzato non bastano 540 mila euro, servizi esclusi; appena 800 mila per tre stanze. Un bel salto di qualità visto che a duecento metri ci sono le case popolari tormarancine di “San Quintino” e del “Cinque de coppe”, l’accampamento abusivo nell’ex scuola Mafai di viale Tor Marancia e le occupazioni di Casal de Merode, in un’area costruita nel dopoguerra sulle ceneri della baraccopoli di Sciangai.

Dall’inferno della Cristoforo Colombo alla “Città della Gioia” è un attimo. Nell’area dell’ex Fiera di Roma, infatti, dove da ragazzini i romani annualmente si davano appuntamento in primavera per Moa Casa o Roma Spose, sorgeranno su 35 mila metri quadrati alloggi di lusso con una percentuale del 20 per cento di Housing sociale, cioè appartamenti dignitosi a prezzi calmierati tra i valori dell’edilizia pubblica e quelli di mercato. A poca distanza nel quartiere Montagnola, c’è in vista un altro progetto di rigenerazione urbana. Ma si chiama così una colata di cemento su 20 mila metri quadri per un investimento di 100 milioni di euro? I lavori cominceranno nel 2026 per realizzare nell’ex deposito dell’Ama (Azienda nettezza urbana) nuove residenze private, ma anche studentati, residenze per anziani, un’area verde, negozi, un presidio socio-sanitario e il museo storico delle autovetture della Polizia di Stato, già ospitato nei vecchi capannoni dell’ex Fiera di Roma, oggi abbattuti. Insomma in questo decennio pesanti interventi urbanistici, definiti di rigenerazione urbana, modificheranno radicalmente lo skyline dei quartieri di Tor Marancia, Ostiense e Montagnola. Inoltre i nuovi insediamenti possono rappresentare dei veri colpi di gentrificazione in una stratificazione sociale originariamente operaia e popolare.