Garbatella 100. Il racconto di un secolo. Lettura dell’almanacco a cura di Gianni Rivolta

Garbatella 100. Il racconto di un secolo è un almanacco ultimato nel 2019 da Gianni Rivolta, un giornalista che ha collaborato con diversi giornali come Il Messaggero e La Repubblica, nonché autore di numerose ricerche storiche su Garbatella alle quali sono seguiti dei progetti editoriali, tra cui ricordiamo Dalla Villetta ai Gazometri e Garbatella tra storia e leggenda. Il libro di cui si parla oggi è stato scritto in occasione del Centenario di Garbatella ed è già alla seconda riedizione. 

Il testo si apre menzionando la data del 18 Febbraio 1920 quando il Re Vittorio Emanuele III pose la cosiddetta prima pietra della piazza di Benedetto Brin e fondò il quartiere Garbatella, allora nient’altro che un villaggio di case. L’autore illustra il ruolo che svolge Garbatella rispetto alla città di Roma e agli avvenimenti nazionali. Questo testo appare come un diario dettagliato di fatti di cronaca e di eventi realmente accaduti nel quartiere. Ad essi viene abbinata una vastissima raccolta di materiale fotografico grazie al quale il libro ha acquisito importanza iconografica. 

L’intento dell’autore era quello di ricostruire un album di famiglia, un quaderno di memorie, notizie quotidiane e immagini del passato, pezzi di vita che raccontano la storia e gli abitanti più o meno famosi del quartiere popolare. Le fonti di provenienza sono giornali dell’epoca ma anche i cospicui racconti orali probabilmente legati alle vecchie storielle che gli anziani raccontavano ai più giovani. Racconti che rischiavano di perdersi come vecchi aneddoti, mentre in verità sono piccoli ma documentati episodi che hanno fatto grande la storia. 

L’autore si interroga poi sull’origine del toponimo Garbatella, che secondo la tradizione nacque da un’ostessa dell’Ottocento, garbata e bella, la quale serviva in una taverna di zona e si diceva offrisse ai viandanti e pellegrini favori che in segreto appagavano i loro piaceri sessuali. A quanto pare però questa sarebbe solamente una diceria, che nel libro smentisce uno dei curatori, Giorgio Guidoni, anche perché la donna aveva undici figli. Ci sono poi altre ipotesi interessanti, ma meno pittoresche. 

Si ritiene sostanziale menzionare l’Ingegnere Paolo Orlando, all’epoca presidente dello Smir, un ente marittimo industriale, il quale fu il fondatore della Garbatella e promotore dell’espansione della borgata che cominciò a prendere consistenza a partire dal 1920. Orlando fu poi arrestato con l’arrivo di Benito Mussolini. In un’intervista, che potete leggere in questo numero di 180gradi, Gianni Rivolta ci rivela che il suo libro contiene fotografie prese proprio dagli antichi diari fotografici di Paolo Orlando. Altre foto che sembrano appartenere ad album di famiglia invece sono state prese dagli archivi dell’oratorio di Sant’Eurosia, altre dagli archivi della villetta e altre ancora da associazioni che hanno messo a disposizione la loro raccolta fotografica. 

Le parole di Gianni Rivolta sottolineano molto bene il disagio di quegli anni in cui cominciò la lunga stagione di repressione fino a che l’adesione al fascismo divenne totale. 

L’almanacco riporta poi una carrellata di avvenimenti storici che videro Garbatella coinvolta da vicino. Gianni Rivolta ha la capacità di introdurre l’argomento con accuratezza e precisione didascalica, portando il lettore a una maggiore consapevolezza degli scenari di guerra o di cronaca, interessandolo, immergendolo nel passato come se facesse un passo indietro. 

Gli anni Trenta furono duri. Gli abitanti di Garbatella si ammalarono di tubercolosi, i collegamenti con i rioni vicini di Testaccio e Trastevere erano problematici, e il quartiere, che allora era decisamente degradato, restò isolato dal resto del territorio urbano.  

Negli anni Quaranta, per cominciare, il libero apre una finestra riguardo la resistenza dei partigiani, emergono i primi patrioti del Movimento comunista d’Italia e del Movimento socialista, centinaia e centinaia di antifascisti ed ebrei vengono trucidati nelle cave Ardeatine. In questo frangente, con la nascita della Repubblica, a Garbatella prevale il partito della sinistra che non si faceva mancare comizi di protesta. 

Nel libro viene sottolineato come, tra tutti gli avvenimenti storici, Garbatella sia sempre rimasta di stampo, oltre che socialista, anche comunista. Senza dubbio mantenne sempre alto lo spirito antifascista in occasione di diversi eventi. Il peggiore probabilmente fu proprio quello delle Fosse Ardeatine. 

Negli anni Cinquanta le cose non cominciarono bene, ci fu un assalto alla roccaforte comunista della Villetta. Proprio in questo luogo aveva preso piede il Partito comunista italiano (PCI), in opposizione alla Democrazia cristiana (DC). Sono gli anni in cui si stampa e si divulga l’Unità, che come nel resto di Roma era distribuita e letta anche a Garbatella.  

Nel dopoguerra, grazie a un gruppo di donne molto attive nel quartiere, nacque una società di mutuo soccorso chiamata la società delle Sgarbatelle. Nei primi anni Cinquanta le condizioni di lavoro erano molto dure e i salari bassi. Solo verso l’inizio degli anni Sessanta cominciarono a farsi sentire i cambiamenti del boom economico, con le innovazioni tecnologiche che migliorarono la vita delle persone e anche Garbatella beneficiò di questi vantaggi.  

La popolazione a Roma, come a Garbatella, cominciò a crescere, e tuttavia questo favorì il fenomeno dell’abusivismo e della diffusione delle baracche. Siamo negli anni di Pier Paolo Pasolini che sceglie proprio le strade di Garbatella come ambientazione delle sue pellicole. 

Arrivano gli anni Settanta, i cosiddetti “anni di piombo” in cui da una parte prende la scena la malavita con continui attentati, dall’altra aumentano i salari e le tutele sindacali. Nasce inoltre il gruppo comunista Garbatella, prima formazione politica extraparlamentare di tutto il quartiere. Continua il problema degli affitti che vanno sempre aumentando. Sempre più consolidati i gruppi della sinistra, da Lotta Continua ad Avanguardia Operaia. 

Giungono gli anni Ottanta che costituiscono un punto di svolta nel quartiere a livello di lotta sociale e politica dopo gli anni di piombo. Il PCI rimane la prima forza politica ed elettorale del quartiere ma non tutto è idilliaco. Si sente l’assenza di centri d’aggregazione e spazi culturali a causa del degrado socioculturale imperante. Nel 1981 si costituisce l’associazione sportiva Città futura e nasce il gruppo di orientamento giovanile Albatros. 

Negli anni Novanta vengono messe in vendita dall’IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) molte case popolari con l’intento di scongiurare ulteriori sfratti. Tra le iniziative utili, segnaliamo l’apertura di uno sportello per l’assistenza ai tossicodipendenti. Si fa prevenzione nelle scuole, emerge il centro sociale autogestito La Strada. Nel 1993 a Garbatella il primo partito alle elezioni è il PD. Nasce Cara Garbatella il periodico che sarà nei prossimi decenni un importante caposaldo per il quartiere. 

Negli anni 2000 Garbatella comincia a trovare il proprio assestamento: produce molti servizi che portano benessere e progresso, ospita attività economiche come trattorie e botteghe, e riserva spazi comuni per promuovere la cultura. Se prima era una borgata adesso è un pezzo della storia di Roma. 

Approdiamo al 2010, decennio del terzo millennio caratterizzato dalla crisi economica e occupazionale che stringe il quartiere e la città intera in una morsa. Garbatella ora è vista come una meta ricercata, il cinema e la televisione esaltano tutto il suo fascino storico. 

Nel 2016 muore, all’età di 94 anni, Enrica Zarfati, l’ultima ebrea romana, anzi di Garbatella, sopravvissuta alla Shoah. 

In chiusura all’almanacco viene riservato uno spazio a Padre Guido, il prete della Chiesoletta. Visse più di cinquant’anni a stretto contatto coi giovani del quartiere predicando un Vangelo fatto di vita. Sulle orme di padre Melani, padre Guido operò anche nell’oratorio giovanile, luogo in cui riuniva i ragazzi organizzando gare e tornei nel campetto da calcio. Grazie a lui gli adolescenti avevano trovato un paradiso sicuro dove andare a giocare. 

Un omaggio va reso anche a Padre Melani che fu prefetto dell’oratorio e poi vice-parroco. Durante la guerra nascose parecchi ebrei della Garbatella.  La presenza del ceppo ebraico nel quartiere si può datare agli anni Trenta, quando Garbatella era stata edificata quasi del tutto. 

Non poteva mancare un cenno alla comunità di Sant’Egidio, con sede a Garbatella, che accoglie i poveri del quartiere, offrendo diversi servizi tra cui la mensa serale gratuita e la Scuola della pace. 

Quello di Gianni Rivolta è un libro consigliato a chiunque abbia Garbatella nel cuore o chiunque sia curioso di conoscere le origini di questo importante rione di Roma, con la curiosità di scoprire meglio come i grandi eventi della storia abbiano impattato nella Capitale. Appassioniamoci a questa lettura per conoscere notizie fino ad ora passate inosservate, che nel piccolo sono state invece significative e che hanno reso tale la Garbatella di oggi. 

 

Titolo: Garbatella 100. Il racconto di un secolo 

Curatore: Gianni Rivolta 

Editore: Iacobellieditore 

Anno edizione: 2019