Migrazioni, una storia antica

Dallo scontro tra Neanderthal e Sapiens, una morale dal passato 

Germania, 40.000 a.C. Ned, un Neanderthal alto e corpulento, è tornato al campo dalla caccia con una carcassa sulle spalle. La sua famiglia lo accoglie felice e la notizia del successo si sparge velocemente nella piccola tribù che prepara un grande fuoco per lalce appena catturato. Tutto dun tratto Teddy, uno dei bambini della tribù, si avvicina preoccupato: «Gli uomini alti! Gli uomini alti», avverte nel loro linguaggio gutturale. Latmosfera nellaria cambia, Ned e gli altri cacciatori si precipitano sullaltura vicina, dove vedono una banda di otto Sapiens che cacciano nel territorio. Nel loro territorio! Non potevano tollerarlo.

Ned sapeva quanto fossero pericolosi, conosceva anche unaltra tribù di Neanderthal che era scomparsa di recente, probabilmente per causa loro. Una volta tornati al campo, decidono di preparare unimboscata. Avevano visto delle fiamme a est del loro accampamento, era lì che si trovavano i Sapiens. Sarebbero scesi a valle di nascosto e li avrebbero circondati e distrutti.

La notte era fredda e cera vento, ma i Nomadi – come si facevano chiamare – conoscevano bene queste foreste. Quel gruppo di Sapiens, invece, doveva essere relativamente nuovo, erano venuti lì da qualche settimana al massimo. I Nomadi stavano avanzando, avevano quasi raggiunto il loro accampamento, quando intravidero uno di loro di guardia. Rom, dal fisico snello e furtivo, incoccò una freccia, alzò larco e lo abbatté. I Sapiens non si erano ancora resi conto di niente. Ned e gli altri circondarono completamente laccampamento e infine lo distrussero. Nessuno dei Sapiens si era salvato. 

Questa che avete appena letto è una storia inventata, ma che sarebbe potuta accadere tra i due gruppi rivali nellantichità. Tra il 200.000 e il 40.000 a.C. Homo Sapiens e Neanderthal, infatti, coesisterono in Europa e la loro convivenza non fu sempre facile. Le due specie erano simili tra di loro, i Sapiens erano più alti e con capacità comunicative migliori, e i Neanderthal più forti e meglio adattati al gelo. Alla fine i Neanderthal si estinsero, lasciando come segno di sé solo reperti storici e una traccia dalluno al tre per cento di DNA nei discendenti europei. I Sapiens, invece, proseguirono la loro evoluzione emigrando in Asia e Australia. La vita che vivevano gli umani dellepoca era difficile, erano principalmente cacciatori e raccoglitori, in climi freddi europei, e la competizione a cui erano sottoposti era feroce (portò infatti allestinzione dei Neanderthal). 

Un fenomeno simile, per estensione, accade ai nostri giorni e vede in competizione a volte, in collaborazione altre, Stati, imprese o persone. Spesso la competizione è sana e mantiene funzionali i sistemi che migliorano la vita, in altri casi però, lo è di meno, come nelle guerre, nelle imprese che rompono leggi o codici morali per aumentare i loro profitti e servire i propri interessi. Ora come ora, il rischio più grande che incorriamo come specie è il tribalismo, che rischia di mettere le nazioni e i popoli gli uni contro gli altri, portandoli alla distruzione.

Limmigrazione è un fenomeno sempre presente nella storia umana. Qui in Italia la crisi migratoria continua da venti anni a far morire migliaia di persone. Sfortunatamente non possiamo porre fine alle guerre e ai problemi, possiamo però decidere come rispondere alle difficoltà che ci vengono portate. Poiché, come ci insegnano i nostri antenati cacciatori, conflitti e odio reciproco porteranno soltanto alla morte di molte persone. Attualmente, la soluzione migliore alle crisi migratorie che vediamo è la collaborazione tra Paesi, e l’integrazione degli stranieri nelle comunità locali, per la creazione di un mondo migliore, più integrato. 

 

Giuliano Insolia 

 

Foto di Crawford Jolly | cc license