Sognare con il Gruppo – Social Dreaming

Il significato e l’importanza attribuita al sogno nell’ambito della psicoterapia di gruppo derivano innanzitutto dalla stretta dipendenza di quest’ultima dalla teoria e dalla pratica psicoanalitica. L’interpretazione del sogno nel gruppo risente, quindi, in primo luogo dell’evoluzione dell’indagine freudiana sui sogni. Freud ha posto i sogni al centro del progetto scientifico della psicoanalisi. I sogni sono considerati specialmente nei termini delle interpretazioni che rendono possibile capire il loro significato. L’interesse di Freud per l’interpretazione dei sogni sembra fosse scaturita, da un lato, dall’osservazione dell’andamento delle libere associazioni dei suoi pazienti che, a queste, intercalavano spesso il racconto di un sogno con le relative, spontanee, associazioni, e dall’altro, dall’esperienza di osservazione psichiatrica degli stati allucinatori dei malati psicotici, nei quali era spesso evidente il carattere di appagamento dei desideri.

Se l’enfasi di Freud nei confronti del materiale onirico è rimasta essenzialmente centrata sul contenuto latente, sul ruolo del conflitto intrapsichico rimosso, sul tentativo di ogni individuo di realizzare attraverso i sogni i suoi desideri infantili, per molti autori post freudiani, il contenuto manifesto del sogno, i residui diurni e i conflitti attuali sono stati sempre più rivalutati fino ad occupare una parte notevole dell’interesse della psicoanalisi. Aumentano inoltre le ricerche di autori interessati a cogliere le connessioni tra il gruppo e i sogni. I risultati delle ricerche di Gold (1972 e 1973), ad esempio, dimostrarono la stretta relazione fra la risposta degli individui nei sogni e le situazioni nel gruppo.

Secondo Gold le parti più intime dei contenuti del sogno sono spiacevoli e rispecchiano le ansie del paziente e del gruppo di perdere il controllo, i conflitti con l’autorità e i propri pari. Inoltre, sempre secondo Gold, i sogni non solo richiamano la vita diurna, bensì l’anticipano, nel senso che, attraverso di essi, il terapeuta e i pazienti possono venire a conoscenza delle tematiche affettive che connoteranno le sedute successive al sogno. In questa accezione il sogno non è più soltanto la risposta di gruppo alle problematiche comuni delle sedute precedenti, ma è piuttosto un indizio delle tensioni che il gruppo andrà elaborando. La ricerca sperimentale sul rapporto fra stato di veglia e sogno, se ha indicato da una parte come i sogni di gruppo siano ricchi di eventi diurni appartenenti ai vissuti comuni del gruppo, ha mostrato dall’altra parte come i sogni siano un materiale fondamentale sia per comprendere le emozioni e i vissuti del singolo e del gruppo rispetto al procedere della terapia, sia per prevedere e riconoscere le tensioni presenti e future all’interno del gruppo.  

Il Social Dreaming è una tecnica che utilizza il contributo che i sogni possono dare alla comprensione della realtà sociale (gruppo, organizzazione, società) in cui i soggetti vivono. E’ stato ideato alla fine degli anni ’70 da W. Gordon Lawrence (Tavistock Institute of Human Relations di Londra) che ipotizzò che fosse possibile considerare il sogno come manifestazione del contesto in cui viviamo e che i sogni potessero illuminare il mondo sociale condiviso. Il Social Dreaming mette in rilievo la dimensione sociale dei sogni.  

Il lavoro inizia con una breve introduzione alla metodologia e con l’invito a raccontare i propri sogni e ad associare a quelli degli altri nel modo più libero possibile, così da trovare legami e da creare connessioni fino a quel momento impensate. I sogni vengono sviluppati attraverso le libere associazioni ed anche impiegando la amplificazione” emotiva e tematica dei contenuti. Un aspetto del lavoro, che implica il contributo di tutti i partecipanti, consiste in:  

  • collegare tra loro immagini, sogni e fantasie;
  • evidenziare la sequenza dei sogni che sono stati raccontati; 
  • mettere in luce come sogni differenti possano avere punti in comune;
  •  riconoscere che un sogno raccontato da un partecipante potrebbe essere stato sognato da un’altra tra le persone presenti;
  • capire se i sogni e le associazioni forniscono elementi utili per comprendere alcuni aspetti dell’ambiente sociale e/o dell’organizzazione a cui appartengono i partecipanti;
  •  mettere in risalto gli elementi sociali dei sogni. 

Il conduttore non interpreta i sogni, in quanto l’interesse è per il sogno piuttosto che per il sognatore. Aiuta il fluire delle associazioni, l’emergere del conosciuto non pensato”, collega tra loro immagini, fantasie e sogni e aiuta a riconoscere il loro significato sociale, facilita la generazione di un sogno collettivo che il gruppo potrà condividere e utilizzare in modo creativo. Un aspetto del lavoro, che caratterizza fortemente il Social Dreaming, è la ricerca degli elementi sociali che emergono nei sogni.  

Un presupposto del Social Dreaming è che i gruppi strutturati che condividono uno scopo posseggano, accanto a un livello razionale (pratico, lineare, finito) anche un livello visionario (immaginario, ricorsivo, infinito) in cui l’organizzazione di appartenenza è costantemente sognata. Il Social Dreaming consente di accedere a questo livello, diminuendo la separazione tra i due piani, aiuta a comprendere il clima e la cultura del gruppo e rivela con chiarezza quali sono le sue preoccupazioni.

L’ipotesi centrale del Social Dreaming è che i sogni contengano informazioni importanti sulla realtà sociale in cui le persone vivono nel momento in cui sognano. È come se le persone che sognano, così come gli artisti, fossero capaci di cogliere evidenze che chi è sveglio non può o non vuole vedere. Gli occhi di chi sogna, probabilmente, sono sottratti alle costrizioni del gruppo sociale e possono quindi vedere fatti, forze e tensioni, che gli occhi di chi è sveglio non possono riconoscere.  

 

Fonti:

Agresti Domenico (2005) Il Social Dreaming come strumento di ricerca-intervento. Rivista internazionale di psicoterapia e istituzioni – numero 10. Disponibile sul sito: http://www.doppio- sogno.it/numero10/ita/15.pdf 

Di Battista Nicola (2014) L’uso del sogno in psicoterapia di gruppo e il social dreaming. Rivista Psicoanalisi neo Freudiana.  

Fubini Franca (2015) Social Dreaming. Rivista: Il Nodo group. Mazzantini Cristina (2009) L’esperienza del social dreaming. Prevenzione Tumori numero 12.  

Neri Claudio (2006) Presentazione del metodo e della tecnica del Social Dreaming. Relazione sui workshops tenuti a Lem-al-dar, Mauriburg, Raissa e Clarice Town  

Neri Claudio (2003) Gruppo Borla 

 

Claudia Terzani – Psicologi in ascolto 

 

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