In bici contro il contagio

Così può cambiare la mobilità

La necessità di non contagiarsi anche durante gli spostamenti ha portato ad una rivalutazione della bicicletta come mezzo di trasporto adatto non solo per lo svago del week-end ma anche per gli spostamenti del vivere quotidiano. La bici è infatti un mezzo di trasporto autonomo, col quale si possono percorrere lunghi tratti di strada senza imbattersi nel rischio di contagio, come invece può accadere, ad esempio, usufruendo dei mezzi pubblici in cui c’è un’alta probabilità di assembramento. 

La bici potrebbe essere un valido mezzo di trasporto per le persone che hanno bisogno di spostarsi per lavoro, magari non per lunghi tratti. Ma non tutte le città hanno caratteristiche favorevoli all’uso della bicicletta. Infatti, nelle città poco pianeggianti e in quelle molto trafficate non ci sono le condizioni ideali per l’uso di questo mezzo.  

Per le aree urbane molto trafficate che presentano un territorio maggiormente pianeggiante, l’idea di prendere la bici per gli spostamenti potrebbe essere presa in gran considerazione. Soprattutto per la salvaguardia ambientale, poiché i percorsi che non presentano rilievi sono quelli meno stressanti e più godibili. 

Non tutte le amministrazioni, quindi, hanno la concreta possibilità di incentivare l’abitudine ciclistica dei cittadini per i limiti strutturali delle città. L’amministrazione capitolina, in questo periodo di uscita dalla quarantena sta provando a dare una risposta in questa direzione, nonostante Roma sia una città che presenta vari limiti, tra sanpietrini divelti, buche, le tante salite e il gran traffico automobilistico che caratterizzano i suoi percorsi urbani. 

L’amministrazione Comunale ha deciso di implementare la rete di piste ciclabili già presenti a Roma (250 km) per altri 150 km, realizzandone 3 al giorno in base al “miglior effetto rete” come ha spiegato l’assessore ai trasporti Pietro Calabrese, oltre all’implemento di 10 km già eseguito durante i quattro anni di amministrazione Raggi. 

Come stabilisce una delibera della giunta capitolina, sarà possibile andare in bici da Ponte Milvio a Ponte Testaccio e da Corso Francia a Ponte Sublicio. Ma anche da via Nazionale a Via del Tritone e dalla basilica di San Paolo alla Piramide Cestia. Verranno tracciate piste ciclabili anche lungo la via Colombo per 16 km fino ad arrivare al litorale di Ostia. Sono previsti nuovi tratti anche tra Metro B Ponte Mammolo, Stazione Tiburtina e Stazione Termini ed anche sull’Appia e nel trafficatissimo tratto tra Viale Marconi e Porta Portese. 

L’uso della bicicletta va senza dubbio incentivato anche al di là dei rischi del Coronavirus, poiché è un mezzo di trasporto che non inquina, che favorisce il benessere fisico e psicofisico di chi lo usa. Infatti, è per questi motivi che la bici va considerata come fondamentale per i benefici che comporta nel lungo periodo tra aria più sana e persone più sane. 

Così l’idea di implementare le piste ciclabili nelle città, come sta accadendo a Roma, e i bonus di 500 euro per l’acquisto di bici e monopattini stanziati dal Governo col Decreto Rilancio, validi per i residenti in città con più di 50.000 abitanti, sono provvedimenti che vanno nella direzione di un cambiamento in meglio, rappresentando un primo vero tentativo di evoluzione dopo lo stop del lockdown.