Il bullismo tra i più piccoli

A soffrirne non è solo chi lo subisce: vittima e carnefice accomunati da una situazione di disagio sociale  

Le tematiche che riguardano il mondo, o meglio, l’universo dell’infanzia sono veramente tante. Alcune si riferiscono a temi gioiosi, altre a problematiche più serie, tristi e talvolta tragiche. Una di queste riguarda il fenomeno del bullismo, purtroppo sempre più diffuso tra i bambini ma non solo, in quanto coinvolge spesso anche gli adolescenti. 

Prima di affrontare l’argomento nello specifico, è importante soffermarci sulle parti coinvolte nel bullismo, cioè coloro che lo fanno e coloro che lo subiscono. Tutti i fenomeni che riguardano la società, con il passare del tempo cambiano, si evolvono e questo riguarda anche il bullismo: questi bruttissimi e tristissimi episodi esistevano infatti anche prima che (fortunatamente) se ne cominciasse a parlare alla luce del sole, anche se ci sono molte differenze tra quelli attuali e quelli passati. 

Per molti versi il bullismo di oggi può fare molto più male di quello di anni fa, e diventare molto pericoloso. Infatti, gli episodi di bullismo degli ultimi anni riescono a diffondersi e dilagare soprattutto attraverso la rete (Cyberbullismo) e quasi sempre si espandono nei vari canali social, come Facebook e YouTube. Tutta questa amplificazione comporta una doppia umiliazione per i bambini presi di mira, perché, oltre a essere vittime di violenze di ogni tipo, da quelle psicologiche a quelle fisiche, finiscono col ritrovarsi anche su internet, dove i video sono alla portata di tutti. Si vengono a creare inoltre situazioni difficili sia da affrontare che da arginare, vista la difficoltà di togliere un video dal mondo virtuale. 

Di contro, negli anni passati, questi episodi e tematiche rimanevano spesso isolati e chi li subiva aveva paura di denunciare e persino di parlarne, accettando passivamente di reiterare all’infinito tale condizione di perenne ricatto da parte dei coetanei, senza che nessuno lo potesse aiutare. Ora, invece, proprio perché così visibile, si può intervenire concretamente, in modo da permettere alle vittime di bullismo di ricevere supporti dagli esperti del settore, al fine di prevenire eventuali conseguenze psicologiche. Infatti, chi negli anni ha subìto e continua a subire questi scempi, rischia di vivere una vita piena di insicurezze e paure, difficilmente del tutto serena a causa delle ripercussioni sull’autostima, che non sarà facile recuperare autonomamente. Intervenendo tempestivamente su questi episodi, invece, si può aiutare psicologicamente la persona arrivando a ottenere risultati positivi per superare le violenze subite. 

In linea di massima i più piccoli che subiscono atti di bullismo sono soggetti insicuri, chiusi e timidi, quindi si tratta di bambini che hanno già tratti caratteriali da non sottovalutare e che, ovviamente, peggiorano nel momento in cui vengono ingabbiati in questa orribile situazione dove chi prende di mira è generalmente un gruppo di bambini più grandi. 

Se quindi da una parte ci sono i bambini bullizzati, dall’altra ci sono coloro che passano all’azione, gruppi di ragazzini che vedendo atteggiamenti strani e la massima passività davanti a tutto, cominciano a deriderli, perpetrando il bullismo. Un aspetto molto importante, spesso ignorato, riguarda proprio chi svolge questi gesti brutali. Va compreso che questi soggetti sono a loro volta bambini pieni di fragilità, che reagiscono alle loro insicurezze e paure in un modo completamente opposto. Si tratta di ragazzi con disagi non di poco conto, che magari subiscono o hanno subito violenze, fisiche o psicologiche, sia dirette che indirette, spesso all’interno della famiglia stessa. Altri vivono situazioni familiari caratterizzate da difficili condizioni sociali, economiche o di emarginazione. Tutto questo porta a vivere male, o a non vivere affatto, la propria infanzia, e in alcuni casi anche a crescere con modelli sbagliati, come la violenza. Il rischio è che i bambini, con alle spalle questo genere di storia, crescano insicuri e soli e, per nascondere dolore, malessere e difficoltà, si mettano una sorta di corazza per mostrarsi forti e sentirsi gratificati da chi sta accanto a loro. Ciò accade fuori dall’ambiente familiare, proprio per un disperato bisogno di attenzione, gratificazione, amore e affetto che magari all’interno delle quattro mura non viene dato. Una situazione che può sembrare incredibilmente paradossale, ossia che la vittima e il carnefice siano molto simili e in realtà si trovino nella stessa barca senza saperlo, come fossero posizionati su due fronti diversi, ma entrambi intrappolati in qualche cosa più grande di loro, da cui non riescono a uscire e a liberarsi. 

Due mondi diversi ma uguali, dove forse l’unica differenza è la solitudine. Infatti, in un caso si è forti perché si è in gruppo, mentre nell’altro si è soli e quindi ancora più deboli nel reagire senza un appoggio. Entrambi hanno però un disperato bisogno di aiuto, sostegno, comprensione e affetto. 

Il bullismo tra i bambini è un fenomeno davvero brutto, sia per chi lo subisce che per chi lo attua. È una manifestazione che troppo spesso non viene presa seriamente in considerazione. Le strutture di competenza dovrebbero, al contrario, intervenire con maggiore tempestività, per evitare danni sempre più grandi agli adulti di domani, soprattutto in quest’ultimo periodo dove questo disagio si sta pesantemente diffondendo a macchia d’olio.