La vita è ripartita, confusione o felicità?

Si riparte, si ricomincia, anche se molto piano, lentamente e soprattutto con molta prudenza. Ovviamente tutto ciò vuol dire una nuova quotidianità nei rapporti e nei contatti con la gente. Come sappiamo, infatti, tante regole sono rimaste decisamente rigide, una su tutte quella della distanza sociale. Una norma che, purtroppo, è andata ha intaccare non solo i rapporti con gli estranei, per le strade o fuori ai negozi ma, aspetto molto condizionante, anche i nostri rapporti affettivi. Tutto ciò, come l’affrontano le persone comuni? Riescono davvero tutti ad accettarlo? Si tratta di una questione non affatto semplice da gestire, soprattutto quando capita che due persone, legate affettivamente, indipendentemente dal tipo di legame, non riescono a farlo proprio. Sicuramente, in questo periodo, molti di noi si sono trovati a non sapere come reagire a tutto ciò, dal momento in cui hanno ripreso i loro normali rapporti, sentendosi bloccati, senza riuscire a prendere una decisione sul momento, se riabbracciarsi per la gioia e l’emozione nel rincontrarsi, oppure rispettare la regola del metro di distanza. Difficoltà che, sicuramente, tutti hanno vissuto in altre occasioni. 

In questo periodo di rinascita tutti hanno attraversato momenti di pura felicità ma anche di forte tristezza. Come dice il proverbio il mondo è bello perché è vario e non tutti siamo uguali. Di conseguenza le reazioni sono state diverse, ma su una cosa si ha la certezza un po’ per la maggioranza, che questo periodo è un mix di emozioni, anche contradittorie tra loro, che si contrappongono nell’arco della stessa giornata, anche una opposta all’altra, con intervalli di periodi brevi, a volte anche a distanza di pochi minuti. Passando da una felicità estrema a una disperazione fortissima che, probabilmente, molte persone non hanno mai provato nell’arco della propria esistenza. Non solo, a tutto ciò va anche aggiunta la paura, quasi il terrore, di trovarsi nuovamente isolati dentro una nuova clausura. 

Questo tipo di confusione sta nel fatto che, durante questi due mesi, ci si è trovati, volenti o nolenti, a riflettere sulla propria esistenza e almeno una buona parte della popolazione si è accorta che quello che aveva era tanto e bisognava apprezzarlo. Nel momento in cui l’intera nazione è di nuovo diventata protagonista della propria vita, probabilmente, ci si sveglia più felici, anche all’idea di dover affrontare la giornata con piccoli gesti che ci sono mancati per troppo tempo. Ma, nel momento in cui tutto ci sembra quasi un sogno ci accorgiamo che, però, temiamo di non ritrovare il valore di quei semplici gesti affettivi quotidiani. Come se dentro di noi si vivesse la sensazione di averli persi. Nella testa delle persone si vivono pensieri confusi, che portano a domande del tipo: se bisogna essere felici di ciò che si è ritrovato oppure tristi per ciò che, al momento, è perso e non si sa se si riavrà e quando. Tutto questo ci porta inevitabilmente ad essere nervosi, agitati e soprattutto confusi. Si tratta di situazioni per certi aspetti anche un po’ surreali che possono portare la persona anche a sentirsi molto vulnerabili e insicuro. Ciò porta da un pensiero che fa sprizzare gioia da tutte le parti ma provocare anche crisi di pianto e malinconia all’interno della stessa situazione e compagnia. Si tratta di emozioni che apparentemente possono sembrare anche banali, ma che invece per chi le vive sono parecchio antipatiche e creano nel soggetto parecchia ansia. Anche perché, la persona spesso cerca in tutti i modi la sua normalità anche in piccole cose, come per esempio un saluto a un barista o a un negoziante che conosce. Cerca disperatamente, e a tutti i costi, la vita di prima provando a lasciare alle spalle quella di questi due mesi vissuti solo come un lontano ricordo. 

La nuova vita e la voglia di normalità delle persone. Non solo una semplice voglia, ma un bisogno psichico e psicologico fondamentale per la salute a 360 gradi, che non va assolutamente sottovalutato.

 

Anita Picconi