La riapertura in tappe. Così abbiamo ricominciato a vivere dopo il virus

Sono successe tante cose in questi mesi, stiamo tornando piano piano alla normalità. Vi descrivo alcune delle varie fasi che si sono susseguite.  

Dopo il lockdown, dal 4 maggio in tutta Italia è iniziata una riapertura graduale: nei luoghi di ristorazione si può mangiare all’interno, si possono fare i funerali con poche persone, si possono visitare i congiunti. È consentito allenarsi individualmente nei parchi.  

Dal 18 maggio hanno aperto molti negozi al dettaglio, hanno iniziato ad organizzarsi per aprire musei e biblioteche, sono ricominciati gli allenamenti collettivi. Si celebrano funzioni religiose.  

Dal 1 giugno hanno aperto i centri estetici. 

Dal 4 giugno si può andare nei paesi dell’Unione europea, muoversi fuori dai confini della propria regione, mentre all’interno della regione non serve più l’autocertificazione.  

Dal 15 giugno hanno ripreso cinema e teatri.  

Ovviamente non tutte le attività commerciali di questi settori sono riuscite ad aprire, perché seguire le norme è difficile.  

Tanti settori come il mondo del turismo, dello spettacolo, dello sport sono ancora in crisi, perché non si possono fare assembramenti, perché viaggiare è possibile ma bisogna pure scegliere bene dove andare, perché questa pandemia ha causato grossi problemi economici a molti.  

Infine, il 12, 13 e 17 giugno ha ripreso lo sport nazionale per eccellenza, il calcio, con la fase finale della Coppa Italia, terminata con la vittoria ai calci di rigore del Napoli ai danni della Juventus, mentre dal 20 giugno è ripresa la serie A e via via i campionati cadetti.  

La ripresa è stata caratterizzata da una diversa organizzazione: le partite iniziano più tardi, si apre con minuto di silenzio per ricordare le vittime della pandemia, sono ricorrenti applausi per i medici, lo staff delle squadre indossa la mascherina, gli spalti sono vuoti e in alcuni casi ci sono coreografie artificiali, sono permessi fino a cinque cambi (a causa dei mancati allenamenti durante la quarantena e delle temperature più calde del solito, visto che le partite di solito finiscono in primavera).  

Sicuramente è mancato moltissimo il calore dei tifosi, in particolare di quelli del Napoli e della Roma che sono famosi in tutto il mondo, e non hanno potuto festeggiare le vittorie. È probabile che ci siano dei rimborsi per i tifosi con gli abbonamenti. Infine, un augurio per tutti noi che sia un’estate bella, in compagnia del campionato che sostituirà gli Europei e le Olimpiadi.

 

Daniel Dell’Ariccia