Quando la distanza avvicina. I legami affettivi durante la quarantena

Nell’arco degli ultimi mesi la vita è stata dura per tutti. La speranza, per tutto il Paese, è che le cose possano tornare sempre più alla normalità, se pure in maniera graduale. Si è trattato di un periodo veramente drammatico, sotto diversi aspetti, anche in campo affettivo. Ma, come insegna un detto, non tutti i mali vengono per nuocere. Infatti, questa situazione potrebbe aver portato le persone a sentirsi più vicine e, quindi, a creare legami più stretti. 

Come si è visto, molti si sono organizzati per non sentirsi soli e per non perdere contatti, seppur virtuali, con i propri affetti. L’hanno fatto attraverso videochiamate e videoconferenze, con il risultato che, magicamente, le persone hanno cominciato a comunicare e a vedersi di più rispetto alla vita di tutti giorni. Ma cosa ha significato tutto questo? 

Alcuni hanno pensato che attraverso questa modalità si sia creata una dipendenza dal virtuale e digitale, ma non è affatto così. Lo dimostra il fatto che si è trattato di una risposta per continuare a sopravvivere durante un’emergenza, per sentire il meno possibile la mancanza dei propri cari. Questa strategia è stata usata anche da persone che nella vita non usano, normalmente, la tecnologia. 

Gli incontri quotidiani in videochiamata hanno fatto sì che la gente si conoscesse meglio, quasi nell’intimo. Si è trattato di contatti con cui ci si è dati sostegno l’uno con l’altro e, giorno dopo giorno, tutto ciò ha portato, inevitabilmente, le persone ad aprirsi e a fidarsi di più degli altri. In questo modo sono affiorati aspetti personali e intimi dell’amico che si aveva davanti. I continui contatti hanno portato a fortificare i rapporti, facendo venire alla luce una situazione un po’ contraddittoria, conoscersi meglio mentre si è distanti, ma anche molto bello e interessante. 

In un periodo della nostra esistenza in cui i sentimenti umani hanno vacillato, e il rischio esiste ancora, facendoci abituare alla lontananza, è accaduto il contrario: proprio quella lontananza ha accorciato le distanze. Infatti, sono migliorati alcuni atteggiamenti come per esempio la disponibilità all’ascolto, la fiducia riposta in un amico o in un parente con cui sfogare i propri malesseri per sentirsi meno soli, disposti ad ascoltare le proprie paure. Soprattutto ci si è compresi reciprocamente, condividendo molto di sé stessi. Tutti aspetti che fanno sentire le persone più unite e che potranno portare in futuro a rapporti indissolubili e più stabili nel tempo.  

Sarà molto bello, quando tutto sarà finito, pensare di aver affrontato, condiviso e superato un periodo così tragico insieme.