Sogni della quarantena. Fase della ripartenza

Devo accostarmi allanima mia come uno stanco viandante, 

che nulla ha cercato nel mondo al di fuori di lei [..] 

Dovrei forse trasformare di deserto in un giardino?  

Popolare una landa desolata? Che cosa mi conduce nel deserto, che ci faccio io lì? 

Tratto da Liber Primus, Il Libro Rosso di Jung, 2012 

Siamo in una nuova fase di questo viaggio collettivo: la cosiddetta fase di ripartenza. Sebbene questa quarantena ci ha costretti a una brusca sospensione delle attività quotidiane, delle abitudini e dei progetti coscienti possiamo ben affermare che il viaggio onirico non abbia mai cessato di accompagnarci durante la veglia, di darci suggerimenti e di mostrarci immagini che scuotono e solleticano il nostro modo di vedere le cose e di stare al mondo in questo particolare momento. 

Per la fase di ripartenzaabbiamo scelto i sogni di due donne, mamme, professioniste della salute mentale, per esplorare quelle immagini che ancora una volta, al di là dellesperienza personale delle sognatrici, giungono da un più lontano luogo della psiche per nutrirci, guidarci e infine curarci, proprio quando la realtà si mostra tanto ambigua e minacciosa e riprendere le vite che avevamo interrotto sembra una sfida più spaventosa che mai. 

Frutti con le spine 

Periodo sogno: fine marzo 

Il sogno che ho fatto durante la quarantena mi vede camminare per le strade di un paese italiano in rovina, abbandonato e semidisabitato insieme con una amica che aspetta una bambina e che un paio di settimane fa ha partorito. La mia amica era in dolce attesa durante la quarantena così come io ero in attesa di capire come sarebbe andata a finire questa pandemia. A un certo punto entrambe ci avviciniamo a un grappolo di frutti locali che un anziano signore ci dice essere frutti molto buoni ma coperti completamente di spine. A causa delle spine i frutti sono inarrivabili, inavvicinabili, quindi cerchiamo di capire come raccoglierli per poterne mangiare e nutrirci, cercando di imparare da questo signore del luogo come fare. 

Fragole succulente non in vendita 

Periodo sogno: primi di maggio 

Mi trovo in una città sconosciuta e semideserta dove riconosco i portici (simili a quelli di Torino). Cammino con mio figlio e il mio compagno ma siamo molto stanchi. Mi siedo sul marciapiede sotto il portico e un clochard mi aggredisce, chiaramente ho preso il suo posto! Sono preoccupata e corro dal mio compagno che si avvicina a un cesto di fragole succulente. Cerca di mostrarmi quanto sarebbe bello mangiarle e malgrado il negoziante non possa vendercele, pensiamo di coltivarle. 

Alcune considerazioni sui sogni 

Sono stati selezionati per il presente articolo due sogni che mostrano alcuni elementi comuni che è possibile ipotizzare come simboli del portato emotivo derivante dalla condivisione della pandemia in quanto esperienza collettiva. 

La chiave di lettura che vogliamo utilizzare per sviluppare alcune riflessioni attinge alla struttura narrativa di Vogler nota come il viaggio dellEroe, che si ispira alla teoria psicologica di Carl Jung e agli studi sulla mitologia di Joseph Campbell. 

In generale il viaggio dellEroe è un modello che spiega il processo di crescita e individuazione delleroe, insieme alle sue fasi e ai suoi personaggi. Nello specifico sono gli archetipi, i personaggi o le forze che ricorrono nei sogni di ogni persona. Esempi classici di archetipo sono il giovane eroe, il vecchio saggio, il messaggero. 

La storia dellEroe è sempre rappresentata da un viaggio. Egli infatti lascia il proprio mondo ordinario caratterizzato da una tranquilla quotidianità per avventurarsi in un mondo sconosciuto, che mette alla prova la sua capacità di superare pericoli e difficoltà, un viaggio evolutivo che rimette in discussione valori e credenze del giovane che è destinato a evolvere e a espandere la sua anima 

Nei sogni presi in considerazione le nostre eroine sono mamme, con il figlio accanto o in attesa. Sono catapultate in un nuovo mondo, il cosiddetto mondo straordinario. 

In generale, il passaggio al nuovo mondo porta con sé disorientamento ed emozioni turbanti. A questo punto appaiono simboli della nuova energia dellavventura che può essere associata a qualcosa di velenoso, o cattivo, o minaccioso ma che successivamente, nel corso del tempo, comporta una rivalutazione dellesperienza vissuta in termini di rivoluzione. 

Il mondo straordinario (Vogler, C.)  risulta chiaramente rappresentato nei sogni dalla comune ambientazione inconsciamente selezionata, ovvero un paese in rovina e semi disabitato. Non solo. Possiamo anche ipotizzare che la maternità, presente in entrambe le dimensioni oniriche, sia il simbolo del passaggio al nuovo mondo insieme al bagaglio emotivo che una esperienza simile porta con sé la paura e la speranza del futuro, il ritorno e la possibilità di riappacificazione con il passato, lopportunità del cambiamento. 

La dimensione più squisitamente emotiva sembra essere addensata nel simbolo del frutto che attira, incuriosisce ma al contempo spaventa. Un frutto che sembra non poter essere mangiato, uno perché ha le spine e laltro perché non può essere messo in vendita. Entrambi i sogni mostrano la simbologia del frutto, che per la sua qualità squisitamente naturale, è destinati a nutrire leroe e in una chiave di lettura alchemica, la psiche delle eroine si accinge a compiere una operazione trasformativa delicata che prende il nome di Coagulatio. In generale la coagulazione rappresenta lassimilazione nel nostro essere di una nuova qualità spirituale e spesso nei sogni si manifesta tramite immagini di cibo o di raccolta, sia in senso letterale che metaforico. 

Laspetto perturbante è rappresentato, a un livello collettivo e archetipico, nella difficoltà di integrare le esperienze maturate durante questa quarantena in luce di una convivenza con una potenziale minaccia, che forse oltre al virus è rappresentata dalla desiderio e dalla paura di ricostruire la fiducia nelle relazioni. Le immagini ci raccontano del bisogno di individuare nuove strategie per affrontare la realtà, una saggezza antica (lanziano del paese) o una nuova energia creativa che da meri consumatori ci trasforma in coltivatori pazienti e artefici della nostra evoluzione. 

Una volta che leroe intraprende il suo viaggio allavventura, nel mito, può essere messo alla prova ulteriormente da figure che tipicamente pongono dubbi, e amplificano il timore di non essere in grado di partecipare al nuovo gioco. Si tratta dellarchetipo del Guardiano della soglia. La funzione di tale personaggio è quella di sottolineare il tema della sfida: riuscirà leroe ad affrontare lavventura e sopravvivere? 

Con tale interrogativo ci affacciamo ed entriamo nel mondo straordinario della fase della ripresa. 

 

Lucrezia Lopolito, Francesca Faiano

 

Bibliografia 

Vogler, C., Il viaggio dell’eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema. 2010 tradJ. Loreti; Dino Audino Ed. 

Jung, C., G., Il Libro Rosso. Liber Novus. 2012. Bollati Boringhieri