Il civico giusto nasce dall’ idea di ricordare i luoghi nei quali sono state salvate delle famiglie ebraiche dai rastrellamenti nazisti.
Uno di questi luoghi, dove è stata apposta la piccola targa, è il Lotto 27 che si trova nel quartiere della Garbatella, in via Roberto de Nobili 13. Qui Settimio Limentani, perseguitato con i suoi genitori dagli occupanti tedeschi, ha raccontato al TG regionale del Lazio come gli inquilini di questo caseggiato abbiano contribuito a salvare la sua famiglia.
“ Al centro del Lotto c’era uno spazio nel quale si poteva giocare a pallone. Via Roberto de Nobili è una delle vie principali della Garbatella, all’interno del cortile c’erano sei scale dalla A alla F e 19 appartamenti, ma era come se fosse una casa sola. Se qualcuno per caso dimenticava le chiavi – ricorda Settimio- le trovava da qualche vicino perché c’era un’unica serie, erano tutte uguali”. Lui all’epoca aveva otto anni e lo chiamavano il ferroviere, usciva la mattina alle otto, tornava per il pranzo, riusciva e rientrava la sera. Passava le giornate a giocare. Come tutti i bambini della zona andava a scuola alla Cesare Battisti, che all’epoca si chiamava Michele Bianchi, inaugurata da Mussolini nel 1930. Per Settimio e i suoi fratelli fu un problema dopo la promulgazione delle leggi razziali del 1938. In quella scuola fece i primi tre anni delle elementari. “Stavamo tutti in un’ unica classe e studiavamo insieme sia quelli di prima che quelli di quinta, noi nel momento della colazione venivamo scartati perché ebrei. E alla fine delle lezioni non potevamo uscire dal cancello principale, ma dovevamo sgattaiolare da dietro per non farci vedere. La mattina del 16 ottobre 1943 ( il giorno del rastrellamento del ghetto ebraico di Roma n.d.r) era un sabato- racconta Settimio- mio padre uscì di casa presto per comprare le sigarette con la tessera annonaria e noi, mamma e quattro figli, eravamo a casa, perché i più grandi già lavoravano. Ci telefonò un dipendente del Campidoglio e disse che dalla sua finestra vedeva i tedeschi trattare gli ebrei come bestie, venivano spinti brutalmente dentro dei camion. Ci disse inoltre di avvisare le altre famiglie ebraiche del quartiere. Così con mia sorella facemmo il giro della Garbatella” .
Il padre di Settimio stava dal tabaccaio e fortunatamente una guardia lì presente lo fece passare avanti alla lunga fila che c’era per comprare le sigarette e gli disse: ”sbrigati a tornare a casa che tua moglie ti sta aspettando”. I Limentani così andarono via da Garbatella per cercare un nascondiglio e lo trovarono a Casal Bertone, dove viveva un loro zio. Un amico del padre aveva due stanze in un albergo del Quarticciolo, unì la sua famiglia con quella dei vicini per lasciare quella loro ai Limentani, dove restarono per un mese. Questo amico li trattò benissimo, ma vistò che lui stesso avrebbe potuto aver problemi in quanto partigiano, la madre di Settimio decise di andare via.
Quindi la famiglia Limentani tornò a Garbatella al Lotto 27, ma visto che non potevano più tornare a casa loro il portiere li nascose nello sgabuzzino del condominio. In una delle famiglie che abitava vicino a quel locale di servizio c’era un fascista, fortunatamente la moglie disse al marito : ”i Limentani sono nascosti nello sgabuzzino, se lo dici ai tuoi colleghi fascisti di notte ti dò una coltellata”, dopo questa frase la camicia nera decise di trasferirsi a Milano.
La madre di Settimio aveva ancora le tessere annonarie per la spesa, avendo comunque la possibilità di poter continuare a sfamare la famiglia . Alla Garbatella i Limentani si sentivano protetti perché nessuno li avrebbe segnalati ai nazisti.
Finalmente arrivarono gli americani nel giugno del 1944, Settimio racconta che fu uno dei momenti più belli della sua vita e passò la giornata a festeggiare con loro facendo preoccupare la sua famiglia. E quando, finalmente la sera tornò a casa per la prima volta prese uno schiaffo dal padre.
Settimio Limentani ancora oggi è grato a tutte le persone nominate in questa storia e non solo. Per questo è stato deciso di mettere una delle targhe del Civico Giusto nel Lotto 27 di Garbatella.
