Recovery Fund, Recovery Plan: 1 miliardo per la salute mentale

Il termine “Recovery” è utilizzato in salute mentale per indicare una ripresa, una guarigione dallo stato di crisi psicologica. E, nel caso della politica, si può dire che le istituzioni europee abbiano approntato risorse sufficienti affinché si esca da un periodo di crisi socio-economica ulteriormente aggravata dal Covid-19. 

È innanzitutto per questo che più di 700 miliardi di fondi europei (che per l’Italia ammontano intorno a 200 miliardi di euro) del programma Next Generation Eu sono stati denominati “Recovery Fund” che in italiano chiameremmo “fondo economico per la ripresa”. 

Nella scorsa primavera, la stessa Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva annunciato l’idea di un grande “Piano Marshall” per l’Europa, ovvero un piano economico fatto di nuove risorse per nuovi investimenti che, aggiunti al bilancio Europeo dei prossimi sei anni ammontano a un totale di 1800 miliardi di euro. 

Ecco una parte della lettera al direttore del quotidiano Avvenire, pubblicata il 4 aprile scorso sul sito della testata: 

«I miliardi, le migliaia di miliardi, spesi oggi per evitare una catastrofe peggiore sono un investimento nella nostra protezione futura e saranno vincolanti per le generazioni a venire. Ecco perché le risorse del nostro prossimo bilancio devono essere investite in maniera intelligente e sostenibile, contribuendo a preservare ciò che ci è caro e a rinnovare il senso di appartenenza tra le nazioni europee. Ma soprattutto, ripeto, dobbiamo spendere in maniera da investire nel nostro futuro, ad esempio per ricerca innovativa, infrastrutture digitali, energia pulita, sistemi di trasporto innovati, economia circolare intelligente. Un Piano Marshall di questo tipo contribuirà a costruire un’Europa più moderna, sostenibile e resiliente. Questa è l’Unione che ritengo possa emergere dalla situazione odierna, così come ha sempre fatto dopo ogni crisi nella nostra storia.» 

Insomma, una valanga di soldi in più per poter ripartire, per poter evolvere in meglio, evitando un ristagno sociale fatto di minori opportunità. 

Ripartire attraverso una grande spinta ecologica e socio-economica volta all’equità e alla solidarietà tra i cittadini europei. Questo è, in sintesi, il paradigma che l’Unione Europea lascerà declinare ai governi dei singoli paesi membri attraverso l’uso del Recovery Fund per cui è necessario un Recovery Plan che ne organizzi più nel dettaglio il modo in cui verrà utilizzato. 

Ed è così che il Premier Conte, nel mese di settembre, ha diffuso le linee guida del Recovery Plan italiano che prevederà un intervento economico di più di 64 miliardi di euro in 6 anni per la Sanità. 1 miliardo sarà indirizzato alla salute mentale nell’ambito del progetto Aver cura delle persone con disturbi mentali: continuità delle cure, inclusione, interconnessione e digitalizzazione dei servizi territoriali.

Inoltre sono previsti l’istituzione del salario minimo per rafforzare le garanzie contrattuali dei lavoratori; l’implementazione delle tecnologie digitali come la rete 5G e la fibra ottica; altri interventi per la digitalizzazione, per la rivoluzione verde e la transizione ecologica, per l’innovazione e la competitività del sistema produttivo, per le infrastrutture e la mobilità, per l’istruzione, la formazione, la ricerca e la cultura. Nel segno di una maggior equità sociale, di genere e territoriale. 

Tutto ciò, in termini numerici, dovrebbe servire a raddoppiare la crescita del PIL dallo 0,8% all’1,6% e ad aumentare l’occupazione del 10%, attestando l’Italia sulla media europea del 73,2%.