Racconti di deportazione

Testimonianze di quartiere nel giorno della Memoria

Grazie all’incontro delle associazioni Mind The G.A.P., Join The Resistance, Cara Garbatella e la Polisportiva Giovanni Castello, nella biblioteca Joyce Lussu in via Costantino 49/A, il 29 gennaio si è celebrato il “Giorno della Memoria Deportati della VII Zona”, nel quale hanno preso vita storie e ricordi che vorremmo poter leggere soltanto in romanzi distopici. Vicende impresse nelle immagini fotografiche della mostra sui deportati sportivi, personalità all’epoca costrette a sfidarsi in vere e proprie competizioni, per avere in premio non solo la propria sopravvivenza, ma anche quella dei compagni di prigionia. La crudeltà diventava merce di intrattenimento per i loro aguzzini nazi-fascisti. Dalle testimonianze e dai contributi video sono emerse un insieme di esperienze, emozioni, vissuti, che vanno a comporre un mosaico della memoria, che riguarda tutti noi e oltrepassa la mera analisi storica.

Sono intervenuti all’iniziativa, tra gli altri, l’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio, il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri e il consigliere municipale Fabio Giardinetti. “E’ importante evitare le comparazioni, ma saper cogliere la disumanizzazione attuale” ha detto l’Assessore alla cultura di Roma, che durante il suo intervento ha evidenziato il lato umano della storia e degli eventi. Smeriglio ha portato successivamente all’attenzione aspetti che rischiamo di sottovalutare nella dinamica dell’ascesa al potere del Fascismo: “Al di là della violenza messa in campo dalle squadracce nere, il consenso popolare ha giocato un ruolo fondamentale per l’avvento di una vera e propria tirannia”. “Non esistono nemici bambini – ha continuato l’assessore”, riferendosi a discorsi legati al periodo del nazional socialismo, quando addirittura anche sopra i 6 anni di età si era considerati tali. “I diritti che abbiamo ottenuto dopo il processo di Norimberga – ha concluso Smeriglio-sono dovuti al grande lavoro e alla creatività umana, all’epoca per nulla scontati, che li hanno resi universali e non più decisi da ogni singola nazione”.

Anche i circoli di zona dell’Anpi, l’associazione dei partigiani italiani, hanno preso la parola. Sergio Vistarini, presidente della sezione Martiri delle Fosse Ardeatine, ha raccontato la sua esperienza: “la visita ad una mostra sulla Shoah a Milano nel 1960, mi ha talmente impressionato che mi ha portato a seguire questa tragedia per tutta la vita, approfondendo la storia della resistenza italiana e in particolare quella della settima zona partigiana, (l’attuale VIII Municipio di Roma) e di Tormarancia, all’epoca chiamata Shangai, borgata che ha visto la formazione di numerose bande partigiane e un vasto movimento resistenziale, che si sono opposti alle deportazioni di centinaia di civili italiani ed ebrei. Vistarini ha terminato l’intervento evidenziando l’importanza di creare un database con gli oltre 800 mila militari italiani caduti in guerra, privati dei propri diritti nonostante la convenzione di Ginevra.

Lo storico Gianni Rivolta ha raccontato la tragica vicenda del “Treno degli Italiani”, trecento antifascisti deportati a Mauthausen il 4 gennaio 1944. Di questi una decina erano abitanti dei quartieri di Ostiense, Garbatella e Tormarancia. Il ricercatore Roberto Giorgi ha ricordato la storica data del 16 ottobre del 1943, quando per ordine diretto di Hitler furono rastrellati nel ghetto di Roma più di mille ebrei. Ma la repressione si estese anche ai quartieri di Roma sud, nella zona del Porto Fluviale e dell’Ostiense furono deportati 5 gruppi familiari con 14 persone, tra cui la piccola Fiorella Anticoli insieme alla nonna Fiorina Spizzichino, tutti morti nei campi di sterminio. Infine Giorgi ha fatto riemergere anche l’ultimo rastrellamento nella città di Roma, quello del 17 aprile 1944 al Quadraro, dove furono arrestati e poi deportati circa mille uomini tra i 15 e i 60 anni.

A conclusione dell’evento, molto partecipato, Giancarlo Proietti, presidente di Cara Garbatella, e Carolina Zincone hanno presentato una video intervista inedita a Enrica Zarfati, abitante della Garbatella di religione ebraica, tornata dai campi di concentramento nazisti. Ha suscitato commozione il vivo ricordo della deportata nelle parole della nipote.