Roma non smette di stupire: “si distingue dalle altre capitali storiche per essere un sistema di rovine vivente. Dove l’antico non è relegato al museo, ma convive fisicamente con il presente, intrecciandosi con la quotidianità di chi la abita”. L’assessore alla Cultura dell’VIII Municipio Luciano Ummarino ha voluto presentare con le parole di un suo vecchio professore di Letteratura comparata il senso dell’iniziativa “Frammenti di archeologia”, organizzata con la collaborazione della Sovrintendenza capitolina. Di cosa stiamo parlando nello specifico? Si tratta di un percorso di sei tappe a partire da piazza Benedetto Brin, il luogo della fondazione della Borgata Giardino Concordia. L’obiettivo è quello di valorizzare reperti di epoca romana, renderli fruibili alla cittadinanza e ai turisti che da anni visitano la Garbatella, attraverso la scansione di un QR code che rimanda alle schede già redatte dai tecnici della Sovrintendenza, dove si può conoscere in modo approfondito il luogo del ritrovamento, la data e la descrizione del reperto.
La prima tappa ha preso in esame la statua acefala situata a due passi dal ristorante il Moschino sul “Pincetto”.”Questa statua in marmo bianco, ancora incompleta- ha spiegato Caterina Carta, funzionaria della Sovrintendenza capitolina- rappresenta un personaggio togato, un “intellettuale” dell’epoca per la presenza ai suoi piedi di un contenitore per documenti. La tunica rimanda come datazione al III secolo d.c. e probabilmente la statua apparteneva ad un sito funerario della zona, in prossimità della via Ostiense”. A pochi passi la guida d’eccezione ha illustrato la presenza di quattro blocchi di marmo degli undici originari (alcuni sono stati portati nel deposito della Centrale Montemartini), che per la loro mole, probabilmente facevano parte di una villa rustica preesistente sul Colle della Garbatella, nei pressi della Basilica di San Paolo. Scendendo per via Guglielmotti si arriva, varcando un cancello di una residenza al civico 43, al muro in “opus reticulatum”di una villa rustica di epoca romana. La visita, alla quale hanno partecipato anche la presidente della commissione cultura Monica Rossi e il minisindaco Amedeo Ciaccheri, si è conclusa a piazza Pantero Pantera, in prossimità di una colonnina di marmo incastonata all’angolo tra la piazza e via Guglielmotti.” Vicino a questa colonnina sono stati rinvenuti- ha concluso Caterina Carta- due trapezofori che sorreggevano un tavolo di marmo con un’iscrizione che rimandava al console Lucio Anneo Songino, vissuto nel 30 d.C., e un elemento plumbeo idraulico, tipico delle ville romane”. Questa lastra è depositata anch’essa alla Centrale Montemartini e si può presumere che nella zona ci fosse la residenza di questo importante personaggio romano.
