Dove la terra trema: il thriller psicologico di Susanna Jones

Dove la terra trema (The Earthquake Bird) è un thriller psicologico scritto da Susanna Jones,  pubblicato nel 2001 e vincitore di numerosi premi. Recentemente ne è stata tratta anche una buona trasposizione cinematografica diretta da Wash Westmoreland e prodotta da Ridley Scott in esclusiva per Netflix, con l’attrice premio Oscar Alicia Vikander. 

Lucy Fly non è la classica bella ragazza a cui va tutto bene nella vita. Un pomeriggio, infatti, viene arrestata mentre è a lavoro a Tokyo, la città che ha scelto come sua nuova casa, ricostruendo con fatica una vita da zero e provando a dimenticare gli eventi spiacevoli del suo passato in Inghilterra. Lucy sa benissimo il motivo dell’arresto al quale non si sottrae. D’altra parte, la sua amica Lily è scomparsa e lei è l’ultima persona con la quale è stata vista, per di più durante una accesa discussione. Ma quel che è peggio è che anche il suo ragazzo Teiji, il centro del suo mondo, è scomparso senza lasciare alcuna traccia. 

Il terremoto, coprotagonista, oltre che fenomeno catastrofico caratteristico del Giappone, a cui viene data “voce” grazie al manifestarsi dell’Uccello Del Terremoto (Earthquake Bird), qui viene anche visto come simbolo di instabilità. La protagonista, una ragazza nella media che si considera spesso in balìa degli eventi, conosce quasi sin da subito la verità ma non ne ha piena consapevolezza. Il suo punto di vista, filtrato da un eccessivo e continuo senso di colpa per i tragici eventi che l’hanno segnata, la mette spesso in confusione finendo per farla dubitare di sé stessa. L’unico suo punto fermo, a cui si aggrappa su una terra così instabile, è il misterioso Teiji, solitario e con evidenti difficoltà relazionali, che però non parla quasi mai e guarda il mondo soltanto attraverso le lenti della sua fotocamera. 

L’autrice rivela i vari pezzi del puzzle con astuzia, utilizzando flashback e uno stile di scrittura asciutto e pragmatico: parlando della protagonista Lucy, la scrittrice salta spesso e repentinamente dallo stile in prima e in terza persona, sottolineandone la personalità molto complessa; è probabile, inoltre, che la ragazza sia affetta da disturbo dissociativo di personalità per cui gli individui possono comunicare la sensazione di essere improvvisamente diventati osservatori di loro stessi. 

Il romanzo è davvero interessante psicologicamente, conciso, misterioso quanto basta e, sebbene tratti sostanzialmente di una tematica antica quanto il mondo, ovvero il triangolo amoroso, non risulta mai banale. Pagina dopo pagina il lettore percepisce le emozioni e i conflitti di Lucy, l’insofferenza nei confronti di Lily, l’attaccamento morboso a Teiji, così si interroga, accusa e viene smentito, per poi tornare sui suoi passi, finendo per perdersi girando in tondo per le affascinanti vie di Tokyo, dove la pioggia sfuma tutti i contorni, compresi quelli delle abbaglianti luci al neon della metropoli di notte. 

 

Fabio F. aka Steve Blue