Such Pretty Forks in the Road di Alanis Morissette

dopo otto anni la cantautrice canadese torna sulle scene con un nuovo album di inediti 

Lultimo album in studio della famosa cantautrice canadese Alanis Morissette risaliva al 2012. In questi anni lartista è comunque stata impegnata in tanti diversi progetti tra i quali un musical con le canzoni del disco desordio che lha resa celebre in tutto il mondo, Jagged Little Pill (1995), e la riedizione dello stesso per celebrarne il 25° anniversario. La partecipazione come ospite in un brano delleclettica stella del pop Halsey faceva presagire, però, un ritorno in grande stile. E così è stato. Infatti, lo scorso 31 luglio è uscito Such Pretty Forks in the Road per Sony Music, un disco di inediti che pretende di essere ascoltato tutto dun fiato sin dalla prima traccia. 

Smiling infatti, contenente il verso che dà il titolo allalbum, è un vero e proprio pezzo rock alla vecchia maniera in cui il timbro dellartista è capace di trasportare lascoltatore immediatamente nel passato, fino ai primi anni duemila, epoca del fortunato Under Rug Swept (2002), contenente le famose hit Hands Clean e Precious Illusions. La piacevole Ablaze, in cui spicca un bellarpeggio di chitarra, riprende, invece, sonorità più recenti e più pop, ed è tangibile il filo conduttore che la collega al recente Havoc and Bright Lights (2012). Con Reasons I Drink la cantautrice strizza locchio a un suono più contemporaneo ma mai banale, tantè che risulta certamente uno dei migliori pezzi dellalbum considerando anche il testo impegnato, incentrato sugli effetti (auto)distruttivi dello stress, come labuso di alcol, per non riuscire a gestire la complessità della vita contemporanea. 

In questo ultimo lavoro c’è spazio inoltre per ballate emozionanti come Diagnosis, sicuramente di forte impatto emotivo, ma per fortuna si trova anche un podi sperimentazione dove Alanis si allontana a testa alta dalla strada battuta di un pop/rock più “sicuro e consolidato. È il caso della cupa e avvolgente Nemesis e della particolare Reckoning, arricchita da singolari vocalizzi che ricordano, per complessità tecnica, alcuni passaggi presenti nellallora innovativo Supposed Former Infatuation Junkie (1998). 

Sebbene con questo album troviamo una Alanis molto più matura e posata, come è normale che sia, soprattutto rispetto ai dischi degli albori pervasi da un rock ribelle e autentico, la cantautrice è tornata sulle scene con un album completo, multi sfaccettato e dai testi intelligenti. Pezzi nostalgici si alternano a brani molto impegnati (come Her), mentre canzoni da probabile colonna sonora di un teen drama (Sandbox Love) si alternano a tracce in cui voce e arrangiamento risultano davvero coinvolgenti, come Pedestrial, non a caso, in chiusura. 

 

Voto: 8 ½ 

 

Fabio F. aka Steve Blue