Officina Teatro presenta lo spettacolo teatrale Lisistrata di Aristofane

La ripartenza di cinema e teatri a causa del Covid-19 è stata messa a dura prova: le norme applicate, in particolare il distanziamento non solo tra il pubblico ma anche tra gli attori, la riorganizzazione degli spazi, lobbligo di guanti e mascherina, hanno reso tutto più complicato.  

Oltre agli impedimenti reali la vera preoccupazione è che, in tutto ciò, tra il pubblico non vi sia più laffluenza di prima. È stata proprio questa la motivazione che ha spinto i registi dello spettacolo teatrale Lisistrata di Aristofane a optare per una soluzione alternativa, perché fa paura lidea di ritrovarsi a recitare dinanzi una platea vuota. 

Questanno è stato deciso di non mettere in scena lo spettacolo sul palcoscenico del teatro municipale Pasquale De Angelis di viale Ballarin (presso il Municipio VIII) bensì trasmetterlo su Radio Fuori Onda. Quindi la rappresentazione è stata adattata a una lettura che si è prestata bene poiché la commedia ha molti dialoghi. Naturalmente questo non significa che la presenza del pubblico non sia importante, commentano alcuni degli attori nellintervista trasmessa su Radio Fuori Onda, però si spera ci sia stata una partecipazione maggiore e sia stato un adeguato compromesso. Se Maometto non va alla montagna, la montagna andrà da Maometto. Lobiettivo? Emozionare il pubblico di pancia allo stesso modo. 

La commedia rappresentata è di Aristofane, commediografo greco antico del V secolo a. C. Questa opera è molto attuale e non è stato difficile renderla moderna adattandola a un certo stile umoristico. Tutto il testo è permeato da doppi sensi a volte ruvidi, ma questironia denota spontaneità, una spontaneità che lascia sorpreso lo spettatore. Non c’è alcun tipo di francesismo. Divertenti anche alcune espressioni dialettali che vanno a rimarcare la schiettezza della commedia, tutto si basa su di essa, anche il sarcasmo. La raffinatezza invece sembra esser considerata cosa inautentica e indice di mancanza di genuinità. 

I temi principali sono due: guerra e amore. Queste tematiche non vengono quindi trattate con intellettualismo, anzi è tutto il contrario. 

La storia narra di Lisistrata, eroica donna ateniese interpretata da Isabella Genovese, che propone a tutte le donne dellAcropoli di istituire uno sciopero del sesso per costringere gli uomini a fare la pace, abbandonare il fronte e rimanere a casa con la famiglia. 

Il messaggio che lo spettacolo vuole trasmettere è quello che innanzitutto la donna va valorizzata, anche se le risate a volte sembrano deviare il significato della rappresentazione, questo viene trasmesso in modo chiaro. È una commedia leggera? Sì, ma bisogna ascoltarla fino alla fine. Lintento dellopera è quello di capovolgere la dittatura del sesso forte che da secoli e secoli ha cercato di sovrastare la donna ingiustamente. Proprio da questo presupposto scaturisce la ribellione al femminile. Sottolineando limportanza del sesso, che acquisisce un potere sulla volontà maschile, le donne diventano capaci di ricattare i loro mariti. 

I suoni di scena aiutano a ricreare unambientazione assente e attirano lattenzione degli ascoltatori. Ogni personaggio ha un taglio diverso e un tono di voce differente e si distinguono facilmente luno dallaltro. DAltronde non potevano che essere valorizzati questi particolari per sopperire alla mancanza dei costumi e dellallestimento scenico.  

Tra i personaggi emergono in particolare modo Lisistrata e Cleonice con le loro personalità dominanti. Lo spettacolo si conclude con la pace, una pace destinata a durare ben pococommenta un attore nel discorso finale. Questo non può saperlo il piccolo Leandro, che una volta cresciuto diventerà soldato; un bambino che ancora non ha fatto esperienze eppur presto sarà chiamato alle armi: ebbene sì, ci sarà un domani in cui ancora la donna sarà trattata come un mero “pezzo di carne”. Però arriverà il giorno in cui quel papà si ricorderà del compleanno del figlio.  

Si conclude così lo spettacolo teatrale, lasciando uno spiraglio di luce. Il dialogo finale, carico di emozioni, invita alla riflessione. Si potrebbe dire che tra le tante risate la commedia ha deposto un “uovo”, ora sta a noi prendercene cura e aspettare che si schiuda, perché questo porterà con sé riflessioni essenziali, e attuali, sulla realtà che viviamo quotidianamente. 

Qui è possibile riascoltare il podcast dellopera: https://www.spreaker.com/episode/37673980 

 

Maria Anna Catera