È scomparsa Franca Valeri, la signora dello spettacolo aveva compiuto 100 anni il 31 luglio

Si è spenta nel sonno, intorno alle 7:40 del 9 agosto nella sua casa di Roma. Franca Maria Norsa (Franca Valeri è il nome d’arte ispirato al poeta Paul Valery), nasceva il 31 luglio 1920 a Milano. Attrice di teatro e cinema, ha lavorato anche in radio e tv, per questo conosciuta come “la signora dello spettacolo”. Debutta nel 1948 nel teatro con la “Compagnia dei Gobbi”, e due anni più tardi nel cinema con il primo film di Federico Fellini, co-diretto con Antonio Lattuada, Luci del varietà (1950). La sua figura satirica, raffinata, allo stesso tempo colta e popolare è associata alla Signorina Snob e alla Sora Cecioni. Ha fatto coppia vincente con Alberto Sordi, tenendogli testa in commedie indimenticabili come Piccola posta di Steno (di seguito la recensione), Un eroe dei nostri tempi di Mario Monicelli, Il moralista di Giorgio Bianchi e Il vedovo di Dino Risi (questi ultimi due film, e inoltre Mariti in città di Luigi Comencini, sono disponibili nel catalogo di Amazon Prime Video). 

Franca Valeri non è stata solo attrice: a partire dagli anni ’70 infatti si dedica alla regia di opere liriche, da Gaetano Donizetti a Giuseppe Verdi; è stata autrice e interprete di commedie di successo come Lina e il cavaliere, Meno storie, Tosca e altre due, Le catacombe; ha scritto e interpretato la miniserie Rai Sì, vendetta… (disponibile su RaiPlay) diretta da Mario Ferrero sui cambiamenti sociali dovuti alla rivoluzione sessuale dove Valeri veste i panni di una donna borghese, la cui figlia si avvicina alla cultura hippie. 

Autrice inoltre di diversi libri, ecco alcuni titoli: 

Diario della signorina Snob (Lindau, 2003) 

Toh, quante donne! (Lindau, 2004) 

Animali e altri attori. Storie di cani, gatti e altri personaggi (Nottetempo, 2010) 

(con Luciana Littizzetto) L’educazione delle fanciulle. Dialogo tra due signorine perbene (Einaudi, 2011) 

Bugiarda no, reticente (Einaudi, 2012) 

Le donne (Einaudi, 2012) 

La stanza dei gatti (Einaudi, 2017) 

Il secolo della noia (Einaudi, 2019) 

La figlia Stefania Bonfadelli ha annunciato che chiunque desideri fare un omaggio, anziché portare dei fiori può fare una donazione all’Associazione Animalista Franca Valeri Onlus, un rifugio per cani abbandonati. 

Qui la sezione di RaiPlay dove trovare film e speciali su Franca Valeri. 

 

La recensione di Piccola posta, esilarante commedia degli equivoci di Steno con protagonisti Franca Valeri e Alberto Sordi 

Eva Bolasky, in arte Lady Eva (Franca Valeri), lavora per la rivista Adamo ed Eva riscuotendo successo tra le donne di diverse classi sociali, il target delle sue lettrici infatti va dalle umili lavoratrici alle anziane aristocratiche. La voce narrante della “contessa” Eva (la cui vera identità è quella di Filumena Cangiullo, una donna comune) racconta il folgorante incontro al mercato con il veterinario Marco (Sergio Raimondi), descrivendo la rissa in cui egli si imbatte per difenderla come un coraggioso duello per la conquista della principessa. Come in Dramma della gelosia di Scola il contrasto tra la narrazione romantica dell’incontro amoroso e i dialoghi in romanesco al mercato produce un effetto comico. Allo stesso modo le aspettative sognanti delle lettrici che seguono i consigli di Eva si scontrano inevitabilmente con la realtà dei fatti dagli esiti disastrosi e imprevedibili. In tv Lady Eva appare come una maga, una sibilla, persino una cartomante dei giorni nostri, specialmente quando il suo viso viene raffigurato in un oblò, quasi a rappresentare la sfera di cristallo con la quale la veggente predice il futuro, mentre dispensa i suoi preziosi consigli alle speranzose seguaci.  

Appena prima della metà del film, fa la sua comparsa sullo schermo Alberto Sordi nei panni del personaggio quasi diabolico del “barone” Rodolfo Vanzino di Castelfusano d’Arezzo, tanto fantasioso nella biografia personale quanto avido stratega di piani truffaldini. Una riformulazione di questo personaggio la ritroveremo ventisei anni più tardi ne Il marchese del Grillo, seppure nelle vesti meno losche di un nobile romano burlone e senza scrupoli.  

L’entrata in scena di Sordi introduce un’ulteriore linea narrativa su cui poi si dipana il film. Rodolfo Vanzino è tutt’altro che un barone, piuttosto un perfido truffatore e abbindolatore di vecchiette, nonché direttore della “terrificante” Casa del Gaudio, residenza di riposo per nonnine ultra- ottantenni. Memorabile la scena in cui Rodolfo viene raffigurato come un’ombra inquietante che incombe dalle scale mentre chiama le due vecchiette appena rincasate, strizzando l’occhio alla sagoma curva e vampiresca del Nosferatu di Murnau, in una chiave grottesca e visivamente più soft. Piccola Posta di Steno è una esilarante commedia degli equivoci, dalla sceneggiatura arguta e intelligente e i dialoghi bizzarri, grotteschi come i personaggi di Rodolfo ed Eva, che appaiono come la doppia faccia della stessa medaglia e i cui piani finiscono per ritorcersi su di loro, seppure con pesi diversi.  

 

Martina Cancellieri