Oh! Diss’ea ironizza sull’attualità: l’Ulisse del trio comico, “un cialtrone che bighellona”

Oh! Dissea, lo spettacolo del trio composto da Roberto Ciufoli, Simone Colombari e Max Paiella se l’è scampata dalla chiusura dei teatri disposta dallultimo DCPM (valido fino al 24 novembre). La rappresentazione teatrale è una rivisitazione in chiave comica e musicale del famoso poema omerico (Odissea) che ha avuto luogo al Teatro Ghione dal 15 al 18 ottobre. Alla prima dellevento, insieme con Radio 32, abbiamo intervistato il trio comico. 

Simone ci ha raccontato che lo spettacolo è nato dalla passione comune per lo sci: «noi ci conosciamo da una vita, il trio si è formato in maniera spontanea sullonda della nostra associazione SciAttori (fondata proprio da Roberto Ciufoli, ndr.) Infatti, siamo tutti e tre grandi sciatori e abbiamo messo su questa nazionalecome occasione per riunirci. Da lì abbiamo deciso di fare uno spettacolo insieme». «La cosa che ci ha incuriositi è proprio la curiosità di Ulisse» spiega Roberto (anche regista dello spettacolo), che continua «Ulisse è davvero limmagine della scoperta, delluomo che non si ferma davanti a niente, bensì viaggia, scopre, incontra persone. Il nostro Ulisse è un pocialtrone, uno che bighellona. Ma è possibile che ha impiegato tutto questo tempo per ritrovare la strada di casa? Nello spettacolo andiamo a sviscerare questo quesito. Secondo me aveva un perfetto senso dellorientamento. Lui ci ha messo dieci anni apposta, anni in cui si è divertito». 

Oh! Dissea è una vera e propria commedia degli equivoci, colma di doppi sensi e giochi di parole, come Apollo, il dio bello ma stupido, oppure la statua di Nike, citata come pretesto per ironizzare sulle marche di abbigliamento sportivo, fino a un discorso sul naufragoin cui si strizza locchio al programma televisivo che testimonia le vicende di famosi naufraghi su unisola. Esilarante la storia delle sirene Gigia ed Alessia, le quali in realtà non avevano la capacità di ammaliare i marinai che odevano il loro canto soave, bensì erano talmente stonate che coloro i quali le sentivano, nel tentativo di fuggire da tale orrore tappandosi le orecchie, morivano schiantati contro gli scogli. 

Un ruolo fondamentale è proprio quello ricoperto dalle musiche, curate da Max Paiella, che fanno riferimento al genere del centone. «Con il termine centone(dal latino cento, che indica un panno composto da vari tessuti, ndr.) nel varietà si andavano a definire delle canzoni note di cui si manteneva la musica, ma si cambiavano le parole» spiega Roberto e Max prosegue «con i centoni noi abbiamo cambiato le parole, inserendo affianco ai nomi dellOdissea anche qualcosa di attuale. Quindi da Ulisse arriviamo allIkea, che sembra il nome di una dea di quel periodo». Difatti, negli ultimi anni il centone è un genere molto utilizzato per ironizzare sullattualità. Oh! Dissea lo fa partendo da un classico senza tempo per gettarsi in unanalisi comica e musicale sugli usi e i costumi della società contemporanea. Si comincia con Pazza Ikea (da Pazza idea di Patty Pravo), si continua sulle note di Benvenuto a Troia (Tutto il resto è noia, Franco Califano), Odissea canaglia (strizzando locchio ad Albano e Romina, Nostalgia canaglia) e tanti altri rifacimenti spassosi. Oh! Dissea è anche un esempio di teatro interattivo, genere che vede la partecipazione attiva di alcune componenti del pubblico, dando vita così a gag del tutto improvvisate, che aprono le porte al fattore metalinguistico con cui lo spettacolo riflette sullessenza stessa del teatro e della messa in scena. 

È inarrestabile il trio comico composto da Roberto Ciufoli, Simone Colombari, Max Paiella, e a fine serata Roberto spende poche ma potenti parole a difesa dello spettacolo dal vivo: «Facciamo capire alle persone che aggregazione non è sinonimo di assembramento. E se questo è effimero non significa che sia superfluo». Purtroppo i teatri e i cinema sono stati nuovamente chiusi, nonostante  siano luoghi di cultura e aggregazione sociale necessari – soprattutto in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando – e dove il rispetto attento delle misure anti-covid a tutela della salute di ogni cittadino era garantito.