Chi ha detto che con una disabilità non si possa suonare?

Andiamo a scavare nella storia della musica passata e recente dei diversi talenti

Chi ha detto che con una disabilità non si possa suonare? 

Vi raccontiamo delle storie di alcuni musicisti famosi e non, che hanno avuto degli imprevisti dalla nascita o crescendo. 

Pierangelo Bertoli è stato un cantautore diventato famoso nel duetto con il gruppo sardo “Tazenda”, cantando “Spunta la luna dal monte” al Festival di Sanremo. Nel periodo d’infanzia fu colpito da poliomelite, che lo costrinse a vivere su una sedia a rotelle, nonostante questo, non ha mai abbandonato la sua passione per la musica nello specifico per i canti popolari, fino alla sua morte nel 2002. 

Anche il cantante Ian Dury aveva la stessa malattia che gli ha lasciato delle difficoltà alla parte sinistra del corpo. Questo musicista formò una band con i “The Blockheads” della quale era il frontman. Il loro genere è (in quanto la band è tutt’oggi attiva) rock psichedelico e la loro canzone più famosa è “What a waste”. L’artista morì nel 2000. 

L’ anno scorso, dopo una lunga carriera da solista e da direttore d’orchestra, è morto invece Ezio Bosso affetto da una malattia neurodegenerativa,  che vinse molti premi importanti. 

Tornando al Festival di Sanremo, ad esso hanno partecipato grandi musicisti che hanno avuto il merito di portare la musica italiana a livelli internazionali, alcuni di loro avevano in comune una disabilità visiva. Tra questi troviamo Andrea Bocelli (da molti nominato il sostituto di Pavarotti) che partecipò con la canzone “Con te partirò”; Aleandro Baldi famoso per le canzoni “Non amarmi” con Francesca Alotta e “Soli al bar” con Marco Guerzoni; Annalisa Minetti, (anche atleta paralimpica), che ha vinto nel 1998 con il brano “Senza te o con te”, e infine Josè Feliciano che eseguì la versione spagnola di “Che sarà” dei Ricchi e Poveri”.   

C’è chi dice che, perdendo un senso, gli altri si acuiscano, e nel loro caso sembrerebbe vero.  

All’estero invece, sempre con problemi di perdita di vista, è stato molto famoso il cantante Ray Charles, che ci ha lasciato nel 2004, e Stevie Wonder, i quali entrambi parteciparono al video “We are the world”, scritto da L. Ritchie e M. Jackson, cantato come opera di beneficenza per “Usa for Africa”.  

Passando ad un altro tipo di disabilità, il brasiliano Johnatha Bastos e il californiano Mark Goffeney, entrambi senza gli arti superiori, riescono a suonare la chitarra attraverso l’uso dei piedi. Bastos in particolare riesce ad ottenere eccellenti risultati. Essendo egli un cristiano molto fedele, si propone di dimostrare che con l’impegno si possa fare tutto, anche suonare solo con i piedi “Sweet child o’mine” dei Guns n’Roses, un brano molto impegnativo.  

Rick Allen con i “Def Leppard”, band hard rock, anche dopo il 1984, anno in cui gli hanno amputato il braccio sinistro dopo un incidente con la macchina, ha comunque continuato a suonare. Tony Iommi, d’altro canto, chitarrista dei “Black Sabbath”, dopo un incidente di lavoro ha perso alcune dita della mano destra. Demoralizzato perché non poteva più suonare, ha però seguito l’esempio di Django Reinhardt, un chitarrista belga con il suo stesso problema, e ha ripreso a suonare.  

Non ci possiamo scordare inoltre, del primo musicista della storia, con una disabilità, ovvero Ludwig Van Beethoven, il quale, ancora giovane, iniziò a perdere l’udito, ma nonostante questo ha scritto opere mirabili, ancora ascoltate da tutti gli appassionati di musica classica e non solo.  

Non tutti gli artisti che presentano una disabilità riescono ad arrivare al grande pubblico in quanto spesso il pregiudizio li frena. 

 

Foto di Eren Li da Pexels CC-License