La psicoterapia online e gli aspetti non verbali della comunicazione 

Al suo esordio, la psicoterapia online nasce con l’intento di garantire quel senso di continuità e costanza della relazione terapeutica, caratteristica fondamentale di ogni percorso terapeutico, durante le restrizioni del primo periodo pandemico, in cui la possibilità di potersi incontrare all’interno dello studio era molto limitata. Oggi, a distanza di quasi due anni, la psicoterapia online rappresenta, nel panorama della disciplina psicologica, una modalità di incontro terapeuta – paziente non più circoscritta allo spostamento online di terapie psicologiche precedentemente avviate nella modalità vis-à-vis, ma anche come una modalità più strutturata e organizzata per avviare il percorso terapeutico, già a partire dal suo primo colloquio. 

L’affermarsi della nuova modalità online di fare terapia porta con sé tutta una serie di interrogativi: innanzitutto, essa può rappresentare una nuova possibilità o maggiori e invalicabili possono essere i limiti che essa pone? Molto spesso si sente affermare che la psicoterapia online permette di andare oltre la dimensione dello spazio, “mettere insieme ciò che è fisicamente lontano”, “permette di incontrarci anche se i nostri corpi sono in altri luoghi”. Forse uno dei problemi” che ci troviamo a dover affrontare è proprio questo: l’assenza del corpo nella dimensione dell’online.  

Il corpo è il più immediato strumento di comunicazione: la presenza corporea è la fonte più semplice e diretta di messaggi dotati di senso e pieni di sfumature; esso rappresenta il mezzo mediante il quale, grazie agli aspetti non verbali della comunicazione, è possibile esprimere e comunicare le proprie emozioni, gli atteggiamenti interpersonali e trasmettere informazioni riguardo la propria personalità. 

La comunicazione umana si compone di due sistemi interdipendenti: la comunicazione verbale, che offre informazioni sul piano del contenuto (o digitale), e la comunicazione non verbale, la quale informa sul piano della relazione (o analogico). Come afferma Birkenbihl «i segnali sul piano del contenuto danno informazioni, mentre i segnali sul piano della relazione danno informazioni sulle informazioni». Quali sono queste informazioni sulle informazioni” e quanto influiscono nel processo di trasmissione di un messaggio? La comunicazione non verbale comprende tre sistemi: paralinguistico, relativo al tono, alla frequenza, al ritmo e al volume dell’eloquio, comprendendo anche le pause dell’eloquio e i silenzi; cinesico, che riguarda i movimenti del corpo, quali i gesti, la mimica facciale e la postura; prossemico, relativo al comportamento spaziale e alla distanza interpersonale. Durante un processo comunicativo, le caratteristiche non verbali influiscono per circa il 55%, gli aspetti paralinguistici per il 38%, mentre, diversamente da quanto si possa pensare, gli aspetti verbali hanno un’influenza del 7%. Solo il 7%! 

Proprio per l’importanza che assume la componente non verbale, nella relazione terapeutica, l’attenzione dello psicologo non è rivolta solo a cosa il paziente esprime con le parole ma anche a come lo esprime, ossia a tutti quegli eventi comunicativi personali che danno corpo” all’esperienza soggettiva dell’evento narrato. È necessario, infine, che lo psicologo acquisisca la consapevolezza e la conoscenza, almeno in linea generale, delle regole e dei meccanismi riguardanti la comunicazione non verbale, e sviluppi quella che Giusti e Ticconi (1998) chiamano la «competenza relazionale dello psicologo», la quale «è basata in gran parte su questa conoscenza, in quanto le parole possono dire tanto, ma il corpo può modificare, ampliare, cambiare, confermare quello che è stato detto, dando un significato al tutto. Significato che solo la comunicazione non verbale permette di decodificare». 

 

Silvia Lotito – Psicologi in Ascolto 

 

Fonti: 

Birkenbihl V.F. (1990), Segnali del corpo. Come interpretare il linguaggio corporeo. Franco Angeli, Milano; 

Giusti E., Ticconi G. (1998), La comunicazione non verbale. Il linguaggio segreto del comportamento in ambito clinico e nella formazione. Scione Editore, Roma; 

Vallario L. (2020), Lo schermo che cura. Psicoterapia online tra clinica e formazione. Luigi Guerriero Editore.

 

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