L’impegno sociale del Municipio VIII

Foto intervista assessora Aluigi

Intervista all’assessora Alessandra Aluigi 

Alessandra Aluigi, 33 anni, nasce a Rimini, e all’età di 16 anni si trasferisce a Roma. Qui inizia a dedicarsi alla politica e, dopo l’esperienza in Consiglio Municipale nel 2013, dal 2018, in due mandati successivi, diventa Assessora alle Politiche Sociali, Terza Età e Invecchiamento Attivo, Sanità, Politiche Abitative, Diritti LGBTQ+ del Municipio Roma VIII. Durante questi anni si dedica all’attuazione di progetti e servizi rivolti alle fasce di popolazione più fragili. Tra gli ultimi servizi attivati, vogliamo ricordare il Presidio Sociale Itinerante, in collaborazione con il Comune di Roma, del quale parleremo in questa intervista. Non è solo attenta alla realtà territoriale, ma anche alle questioni internazionali, come all’attuale situazione in Ucraina. Su questo tema le facciamo la prima domanda. 

 

L’assessorato è in prima linea per aiutare la popolazione ucraina, Municipio Solidale è un’iniziativa in tal senso, ce ne può parlare?    

Intanto vi ringrazio per avermi dato la possibilità di fare questa intervista. Municipio Solidale è un’iniziativa nata due anni fa con la pandemia. Abbiamo costituito e rafforzato questa rete territoriale composta da associazioni del territorio. Queste hanno supportato la popolazione durante il periodo del Covid-19, sia nella parte iniziale del lockdown, sia nella parte successiva, con aiuti di diverso genere, con la spesa a domicilio e con generi di prima necessità. Quindi, quando è arrivata l’emergenza dei profughi ucraini avevamo già una rete strutturata in questo senso che abbiamo subito riattivato per una raccolta di generi di prima necessità. Ciò che viene raccolto è inviato in Ucraina tramite l’associazione “Salva mamme”, eseguendo una grande raccolta sul territorio. Ma con Municipio Solidale e con tutte le realtà che si stanno mettendo a disposizione ci stiamo occupando del supporto all’integrazione delle persone che vengono a vivere qua dall’Ucraina. Sono tante le mamme con bambini che vengono qui nel nostro territorio. A loro stiamo dando una mano per l’inserimento scolastico, nello specifico per la scuola di italiano, poiché molto spesso queste persone non parlano la nostra lingua e li aiutiamo per l’orientamento ai servizi. In più, nel nostro territorio c’è un albergo che ospita i profughi in via temporanea e, anche lì, abbiamo attivato una serie di supporti come le visite mediche, l’orientamento ai servizi e il supporto psicologico che andrà avanti fino a quando ce ne sarà bisogno. 

 

Come si può partecipare alle vostre raccolte e quali sono i generi di prima necessità che le persone possono portare?   

Si può seguire la pagina Facebook e il sito del Municipio VIII dove ci sono sempre le informazioni aggiornate. Ci sono una serie di supermercati del municipio dove c’è un carrello sospeso e lì si possono lasciare generi di prima necessità che poi vengono raccolti e smistati dalla rete di Municipio Solidale. 

 

Qual è il genere di prima necessità che serve di più? 

Il genere di prima necessità che serve di più sono i farmaci e tante farmacie del territorio, insieme alla Croce Rossa, hanno aderito alla raccolta. Questo è molto importante. Senza tralasciare tutti i beni di cui necessitano i bambini. 

 

Quali altre iniziative avete attivato per aiutare la popolazione ucraina?   

Come un po’ ho anticipato, ci sono le attività volte al sostegno della loro integrazione nel territorio sia che rimangano a vivere in VIII Municipio o meno. Mi riferisco soprattutto alla scuola di lingua italiana, al supporto psicologico, alla sorveglianza sanitaria, quindi anche all’indirizzo per accedere ai documenti ed agli ambulatori. E c’è anche una parte ludico-ricreativa. Infatti, sono tanti che ci chiedono la possibilità di fare sport e il comitato di quartiere Montagnola ha organizzato una festa per i nuovi arrivati nel nostro territorio. Quindi ci siamo attivati sia per raccogliere beni di prima necessità, sia per iniziative ludico-ricreative volte a dare a queste persone l’idea di una ritrovata normalità, nei limiti del possibile. 

 

In che modo il servizio sociale si sta attivando sul territorio? 

C’è da dire che non pensavamo che dopo il Covid avremmo avuto a che fare con un’altra emergenza poiché quest’ultimo mese è stato assorbito dall’emergenza Ucraina. Però stiamo cercando di rafforzare la rete sul territorio e di allargare la rete delle realtà sociali che collaborano col municipio. Il servizio sociale non ha la possibilità di agire strada per strada, ma c’è un presidio che da questo punto di vista ci aiuta e fortunatamente abbiamo anche nuovo personale e nuove risorse con cui possiamo rispondere a queste necessità. Però stiamo rafforzando questa rete con delle associazioni ma anche con delle realtà importanti come le Asp. Con il San Michele, ad esempio, stiamo potenziando il servizio di accoglienza notturna ai senza fissa dimora. Stiamo cercando di potenziare alcuni servizi e di darne comunicazione. Abbiamo fatto partire questo bellissimo progetto che si chiama “Una levatrice per amica” quindi stiamo cercando di aumentare l’offerta dei servizi e dall’altra costruire una rete sul territorio più forte per far sapere alle persone che c’è la possibilità di dare risposte ai loro bisogni nei servizi municipali. 

 

Da poco è attivo in municipio il progetto “Presidio sociale itinerante”, come sta andando questa iniziativa? Come i cittadini possono usufruire di questo servizio?   

Questo è un servizio innovativo importante che ha attivato il Comune di Roma ed è arrivato anche nel nostro territorio. Si tratta di un camper che ha stazionato davanti alla parrocchia di Santa Galla ed anche nella zona di Tormarancia dove a bordo ci sono operatori della sala operativa sociale ed un assistente sociale, i quali hanno la finalità di andare ad intercettare le persone, che autonomamente non accederebbero ai servizi. I cittadini possono avvicinarsi al camper e chiedere informazioni o anche avvertire se c’è qualcuno in difficoltà. E il fatto che sia per diverso tempo allo stesso posto aiuta la cittadinanza a prendere confidenza con questo servizio. 

 

Cosa si sta facendo in merito alle politiche per la salute mentale e quali sono i fondi che il Municipio ha a disposizione?   

I fondi sono sempre scarsi per tutto. Il servizio più interessante in questo senso è sicuramente la casa supportata che funziona in collaborazione col municipio e la Asp. Abbiamo cercato di rafforzare questo servizio, migliorando l’integrazione fra i due progetti. Però penso che questo mandato amministrativo appena iniziato, sperando che non ci siano altre emergenze, sarà un mandato di programmazione in cui si costruiranno insieme dei nuovi servizi per la salute mentale. Per questo stiamo portando avanti campagne di promozione con le scuole. Nello specifico, sono campagne di sensibilizzazione, avvicinamento e prevenzione. Negli ultimi anni siamo stati abituati a gestire solamente l’emergenza e invece vorremmo riuscire a lavorare anche sulla prevenzione e l’avvicinamento ai servizi. Su questo spero che potremo fare anche un incontro di proposte (si riferisce alla redazione di 180gradi, rivista del Centro di salute mentale dell’VIII Municipio n.d.r.) 

 

Come si fa a resistere ai problemi della società in generale come la pandemia e la guerra, avendo un ruolo istituzionale? 

Si cerca di essere positivi, pensando che le cose che si fanno ogni giorno servano a creare una situazione migliore domani e non si perde la speranza. Il nostro territorio, ma anche altri municipi, ha avuto una capacità di rispondere ai problemi e uno spirito solidale importanti. Questa è la base da cui ripartire, con cui superare le difficoltà e penso che questo ci debba insegnare che dovremmo avere tutti un comportamento più consapevole nel nostro piccolo, nei confronti dell’ambiente e nei confronti degli altri. 

 

Coi fondi del Pnrr, ci sarà una rivoluzione della sanità anche a livello locale, ce ne può parlare? 

Il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza n.d.r) sarà una grande occasione per il nostro territorio. E le decisioni sono già state prese. Ci sarà un ospedale di comunità che è un modello abbastanza innovativo perché è un luogo di cura per persone che hanno patologie croniche con un livello di intensità di assistenza alquanto basso che serve a trattare l’acuzie di una situazione cronica. Inoltre, arriveranno le case della salute che in questo Municipio aspettiamo da molto tempo. La più grande verrà realizzata all’interno dell’Ospedale di comunità negli spazi del San Michele, un’altra verrà realizzata all’interno del Cto e un’altra a via Malfante. Questo sarà importante per potenziare i percorsi sanitari territoriali e accanto a questi interventi c’è la “Missione 5” che riguarda il sociale. Infatti, stiamo lavorando affinché ci siano ricadute positive nel nostro territorio. 

 

Quanto la politica sente la responsabilità del saper spendere i fondi del Pnrr? 

La responsabilità è sentita da sinistra a destra della politica, non a caso sia a livello capitolino che nei vari Municipi si sono costituite delle commissioni consiliari specifiche che si occupano del tema del Pnrr. Questi interventi, se fatti bene, riguarderanno la città e il paese per i prossimi cinquant’anni, quindi vanno fatti in modo più lungimirante possibile e la responsabilità si sente. 

 

A cura della redazione, sbobinatura di Andrea Terracciano