L’istruzione di qualità nell’Agenda 2030

Un occhio al presente e uno sguardo al futuro

«La conoscenza è potere» diceva Francis Bacon agli inizi del Seicento; frase questa ancora attuale. Viviamo in un mondo in cui listruzione è necessaria e la sua conseguente mancanza non può essere fonte di disparità. Prima la possibilità di farsi una cultura era un privilegio riservato solo a chi poteva permetterselo. Questo originava divario. Ma la formazione della persona è essenziale anche al fine di una democrazia consapevole e al passo coi tempi. Investire nellistruzione significa credere nei cittadini di oggi e di domani. 

Nemmeno lEuropa nellAgenda 2030 poteva tralasciare il tema dellistruzione, pilastro dei diritti della nostra società. L’analfabetismo nella cultura mondiale gioca ancora in alcuni paesi un ruolo decisivo. Non riguarda solo linfanzia, ma anche gli adulti. Per tali motivi i governi dei paesi membri dellONU hanno messo in rilievo limportanza e la necessità sempre più impellente di garantire a tutti unistruzione e una formazione di qualità, che possa cambiare le condizioni di vita non sono delle singole persone bensì delle comunità, delle società. 

L’Agenda ha specificato che non vanno assicurate solo leducazione e listruzione primaria, bensì l’intera formazione professionale, poiché la formazione è un processo che si estende per tutto larco della vita. Questo concetto era stato tralasciato dallOSM (Obiettivi di sviluppo del Millennio) che ha posto lattenzione solo allistruzione elementare e obbligatoria. 

L’Agenda affronta varie tematiche punto per punto, definendone gli obiettivi di sviluppo, fra i quali il proposito di rendere listruzione maggiormente inclusiva. Nel senso che non deve marginalizzare nessuno, né uomo né donna, né giovani né anziani. Distingue luomo dalla donna per non fare disparità di genere. Va offerta una possibilità a tutti in maniera equa, che sia economicamente vantaggiosa e di qualità. Sono citate anche le persone con disabilità. La piena parità di genere è una tematica fondamentale sulla quale c’è ancora da lavorare e, proprio per questo, anche in tale ambito è stato descritto come sia imprescindibile il diritto alluguaglianza per ogni cittadino, terzo diritto della Costituzione. 

Un’altra riflessione trattata è quella di garantire entro il 2030 l’acquisizione da parte di tutti delle competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, al fine di soddisfare i bisogni della nostra generazione senza compromettere quelli delle generazioni future. Lemergenza ambientale, col passare degli anni, sta diventando sempre più allarmante e i capi di Stato, i governi e le Organizzazioni Internazionali devono prendere delle decisioni chiare in merito alle politiche ambientali, prima che la situazione diventi irrecuperabile. 

Insomma, a livello mondiale ci si è dati il 2030 come scadenza, tra le sfide della post-modernità la scolarizzazione non poteva essere sottovalutata, così come il raggiungimento di uninclusione equa ed estesa a tutti in maniera democratica, e neppure limportanza di dare un nuovo significato allo sviluppo sostenibile educando a esso ogni cittadino. È così che ci prepareremo ad agire con strategie e mezzi per raggiungere al meglio gli obiettivi preposti. 

Ma adesso, quali cambiamenti sta affrontando la scuola? Siamo ancora nel pieno della pandemia che ha segnato lintero settore dell’istruzione, a partire dagli insegnanti fino agli alunni di ogni età. La DAD ha rivoluzionato la didattica e, nel bene e nel male, ha permesso di continuare listruzione a distanza. Sicuramente la relazione educativa ci ha rimesso: la mancanza della vicinanza corporea è stata lacerante per molti, soprattutto durante lisolamento del lockdown. Ma la scuola doveva ripartire, doveva essere ripensata.

A qualcuno è tornata la voglia di riaprire un libro per combattere angoscia, solitudine e depressione o tutto il resto di quel che abbiamo provato stando chiusi in casa per mesi. Proprio in quei mesi è esplosa la crisi del sistema educativo e scolastico che in verità era iniziata e serpeggiava già da diversi anni. Le scuole dinnanzi la didattica a distanza hanno reagito in diversi modi: quelle più all’avanguardia sono andate avanti, mentre quelle con alunni o docenti economicamente più svantaggiati si sono trovati in grosse difficoltà (digital divide).

In poche parole, è tenendo conto del presente con uno sguardo al futuro che potremo raggiungere gli obiettivi del 2030. Poiché da come gestiamo e modifichiamo loggi in meglio dipende il nostro futuro. Se non ci convinciamo di ciò sarà difficile che avvenga un cambiamento duraturo, il cambiamento che meritiamo. 

 

Foto di Emmanuel Ikwuegbu da Pexels – CC License