Le costruzioni del futuro

Il legno un materiale edile promettente 

Torreggianti pareti ondulate circondano il campo da gioco, questa arena da 5000 posti è tanto innovativa quanto sostenibile: progettato dallo studio Zaha Hadid Architects, situato a Nailsworth in Inghilterra, l’Eco Park è il primo stadio al mondo costruito quasi interamente in legno. Questa costruzione è stata resa possibile grazie a delle importanti innovazioni nel campo della bioedilizia, utilizzando legno che proviene da foreste sostenibili, tecniche innovative di assemblaggio, come l’incastro realizzato attraverso incassi tra le assi che donano rigidità alla struttura, e il trattamento del legno con ritardanti e una copertura ignifuga per contrastare il rischio di incendi.  

Altri paesi hanno già costruito, o stanno progettando, strutture all’insegna della sostenibilità, come per esempio un palazzo già esistente in Norvegia e un grattacielo in costruzione in Australia. Queste innovazioni hanno permesso di utilizzare il legno non soltanto come materiale per arredamento d’interni, ma anche per edifici e infrastrutture e, considerando che l’industria edile produce una grande parte delle emissioni totali di CO2, sarebbe importante puntare sui successi della bioedilizia. Inoltre, i materiali principali usati per la produzione di edifici oggi sono cemento e acciaio, che, anche se eccellenti da un punto di vista di forza e resistenza derivano da risorse finite e contribuiscono fortemente alle emissioni di gas serra. 

Il legno, usato per migliaia di anni come materiale da costruzione, è forte, resistente e abbondante, e la sua produzione genera molte meno emissioni di quella dei materiali che utilizziamo adesso, inoltre è un materiale rinnovabile. Detto questo, il legno non è perfetto e tre problemi ne rendevano impossibile l’uso su larga scala nell’edilizia: il rispetto della sostenibilità ambientale e il rischio di deforestazione, la minor forza rispetto ad acciaio e cemento e il rischio di incendi. 

Questi problemi sono stati risolti da recenti innovazioni: il problema della sostenibilità è stato risolto con la pianificazione dell’abbattimento selettivo degli alberi, per evitare il rischio di deforestazione mantenendo costante la disponibilità di legname. Il problema della forza del materiale è stato ovviato essiccando il legno a una percentuale di umidità del 12%, per evitare la formazione di funghi e microrganismi all’interno del legno e incollando le assi in pattern specifici per rafforzare il materiale e offrire la maggiore stabilità possibile. Per controllare il rischio di incendi, i pannelli e le travi di legno vengono cosparse di sostanze ritardanti che limitano lo spargimento delle fiamme e sono coperte da lastre di materiale ignifugo per impedire alle fiamme di raggiungere il legno. 

Il legno come materiale edile è promettente, ma resta l’incognita di quanto possiamo costruire con esso, se pensiamo che con acciaio e cemento abbiamo innalzato grattacieli di un chilometro. Tuttavia, quando negli anni Venti sono stati costruiti i primi palazzi di cemento e acciaio, nessuno avrebbe mai pensato che nell’arco di due decenni si sarebbe passati da strutture di 80 metri all’Empire State Building, di ben 800 metri. Perché quindi non dovrebbe esserci la possibilità di migliorare tra qualche anno anche le applicazioni del legno? 

A domande del futuro la Storia non dà risposte esatte e il passato non è uguale al futuro, anche se può insegnarci molto a riguardo.  

 

Giuliano Insolia

 

Foto di brenkee da Pixabay – CC License