I risvolti della guerra: come stanno le persone a livello psicologico durante e dopo una guerra?

Sono passati due mesi dall’inizio della guerra, da quella tragica notte in cui Putin ha definitivamente attaccato l’Ucraina. Da quella notte in poi abbiamo visto, e purtroppo continuiamo a vedere, ininterrottamente, un’infinità di tragedie umane, ingiustizie e morti di tantissimi civili. Oltre a tutto ciò, si vive una tragedia nella tragedia, il dramma, spesso sottovalutato, della salute mentale. Il paese ucraino fino a poco tempo fa viveva una vita come qualsiasi altra popolazione del mondo, fino a quel bruttissimo giorno per la storia e per l’umanità intera. Per capire gli aspetti psicologici e le loro conseguenze basta pensare al calvario di famiglie intere che stanno perdendo tutto o a migliaia di persone che sono state costrette a scappare dalla propria vita, dal proprio mondo e come tutto ciò, insieme a tanto altro può scioccare gli esseri umani. Per non parlare di perdite e distacchi dai figli, dai genitori, dalla propria casa o della libertà e il terrore di essere colpiti da un missile. Tutto questo inevitabilmente si ripercuote sulla salute mentale.

I dati sono allarmanti e sono confermati da studi scientifici e medici. Infatti, secondo delle ricerche fatte da Paloma Cuchi, rappresentante dell’OMS in Polonia, sappiamo che circa mezzo milione di rifugiati ucraini che ha raggiunto la Polonia ha cominciato a soffrire di disturbi psicologici con conseguente ricerca di supporto psicologico e tra questi 30.000 hanno cominciato a soffrire di patologie particolarmente serie e gravi.

L’Ucraina, sempre secondo un’indagine condotta dall’OMS in Polonia, era già in una situazione molto precaria in questo ambito dal 2005 e già all’epoca questi disturbi si erano allargati a macchia d’olio a causa della guerra in Crimea. La situazione è diventata così grave e seria al punto che dal 2017 questo paese è diventato, a livello europeo, il secondo ad avere più casi di persone affette da problemi depressivi. Ovviamente, il fatto che a tutto ciò si sia aggiunta questa nuova guerra non ha fatto altro che complicare le cose.

Come sappiamo, le guerre sono sempre e comunque terrificanti e traumatizzanti per qualsiasi uomo o donna che sia. Infatti, trovarsi da un giorno all’altro a stare sotto le bombe, a vivere senza sosta nel terrore, crea nelle persone traumi forti che difficilmente l’essere umano riuscirà a cancellare. Il cervello, infatti, cerca di dare risposte all’essere umano per gestire tutto quello che gli succede volta per volta e piano piano a conquistare sicurezza in tutte le circostanze della vita. Per il cervello però le situazioni non sono tutte uguali, quando si vivono traumi e stress particolarmente dolorosi, non riesce a sorreggere il tutto e questo può portare il cervello al cambiamento della sua strutturazione, talvolta manifestando comportamenti inadatti e psicopatologie. Con la guerra il rischio è proprio questo.

Questa tragica situazione si ripercuote in qualsiasi soggetto e di qualsiasi età e come tale a risentirne e a pagarne di più le spese sono sempre i più fragili come anziani e bambini. Quest’ultimi, come dicono gli studi sia di stampo psicologico sia scientifico, da quando nascono fino a quasi un’età più adulta, hanno una grandissima capacità di assimilare tutto quello che vivono, il loro cervello attraverso quello che vivono fa formare l’adulto di domani con un suo carattere, una sua personalità, identità e una propria sicurezza e un proprio modo di vivere la propria vita. I più piccoli si sa che quasi sempre hanno una forza, una tenacia di reagire alle situazioni e andare avanti, superando molti ostacoli. Purtroppo, però, le situazioni non sono sempre uguali, come nella guerra. Infatti, i bimbi sono esposti alla guerra in tanti modi: dalla paura che vivono nei genitori, dai discorsi che sentono, dai rumori di bombardamenti fuori dalla porta di casa, la separazione dai genitori o una qualsiasi altra figura, nei casi peggiori il lutto di un affetto e la partenza dalla propria casa, dalla propria scuola e magari anche l’allontanamento dai loro amichetti di giochi. Ciò può determinare disturbi psicopatologici più o meno gravi.

Guerra e peggioramento della salute mentale, un binomio purtroppo molto reale e brutto come d’altronde qualsiasi binomio collegato a questa ignobile parola. Le guerre nell’umanità purtroppo ci sono sempre state e continuano ad esserci. La storia e il suo epilogo sono sempre gli stessi: non servono a nulla e l’unica cosa che portano sono distruzione, morte e tante persone che, quando tutto lo scempio finisce, ne pagano le conseguenze anche nel domani, appunto anche nella salute mentale delle persone.

 

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