Scuole aperte anche d’estate

Un progetto per il recupero della socializzazione

Dopo lo scoppio della pandemia la scuola ha subito delle grosse perdite, infatti, è stata costretta a chiudere i cancelli e bambini e ragazzi ne hanno subito le conseguenze. Save the children afferma che in tutto il mondo hanno perso in media 74 giorni d’istruzione ciascuno, più di un terzo dell’anno scolastico. Facendo un conto globale si stima che nel mondo siano stati persi 112 miliardi di giorni di scuola. Naturalmente, sono i bambini più poveri che sono stati colpiti maggiormente. Questo è stato un attacco al futuro. Questa situazione è andata ad aumentare il divario tra paesi poveri e paesi ricchi, tra chi ha disabilità e chi non ne ha. Per recuperare, è stato deciso di avviare un progetto “Le scuole aperte d’estate”, attivo già dallo scorso anno. Anche quest’anno le scuole sono state aperte per bambini e adolescenti nel periodo delle vacanze estive, quindi tra giugno e settembre. Questa iniziativa, fortemente voluta, è mirata specificatamente a ricostruire la socialità con progetti educativi e alla formazione sostenendo le famiglie. Di questo ne hanno risentito i centri estivi.

L’investimento è esclusivamente su Roma Capitale e comprende laboratori didattici, ludici, ricreativi e motori studiati per le diverse fasce d’età. Quest’anno hanno aderito al progetto molte più scuole. Ovviamente, non siamo ancora fuori dalla pandemia, ma questo gesto, inteso come segnale di ripresa, vuole favorire la socializzazione in un contesto scolastico, realtà che in questi anni è stata tanto penalizzata. Nel progetto di quest’anno “Scuole Aperte Estate 2022”, Roma Capitale ha messo a disposizione un importo di € 500 ad attività estiva, che prevede un minimo di 20 giornate, fino a un massimo di 43 nel periodo che va dal 9 giugno al 31 luglio e poi dall’1 al 9 settembre 2022. Le attività svolte sono a titolo gratuito per almeno 30 bambini. È stata infatti data un’attenzione maggiore, un’agevolazione alle famiglie con l’ISEE basso.

Sapere che molti bambini e ragazzi hanno partecipato a questo progetto ci trasmette un graduale ritorno alla normalità. I municipi di Roma che hanno aderito al progetto sono 11 e le scuole che sono rimaste aperte sono 36. I municipi VI, X, XIII e XIV non hanno fatto partecipare nessuna scuola. Le scuole invece che hanno aderito sono: la scuola Di Donato zona Esquilino, il Saffi di San Lorenzo, il Carlo Levi di Colle Salario, il Falcone di Casal de’ Pazzi, la Principe di Piemonte a Garbatella, il Nistri a Spinaceto e il plesso di Sesto Miglio. Principale promotrice del progetto è l’assessora della scuola, Claudia Pratelli, che per quest’anno è riuscita a garantire l’apertura di 16 scuole in più rispetto all’anno scorso con un finanziamento più generoso. L’impegno dell’assessora è stato lodevole perché ha garantito un luogo di ritrovo, un punto di riferimento in città per ragazzi che magari erano costretti a passare l’estate dentro casa, le attività svolte sono come stato detto tutte laboratoriali e non di studio o aiuto compiti. La speranza della Pratelli è quella di investire sulla scuola e nell’inclusione sociale con l’obiettivo di ricucire le ferite procurate dal 2020 fino ad oggi. L’intenzione è anche di tranquillizzare le famiglie che tra DAD, lockdown si sono trovate spaesate e non sapevano a chi affidare i propri figli, è mancato proprio un luogo fisico in cui trovare supporto alle esigenze quotidiane (sono incrementate le richieste di babysitting) ma anche uno spazio aperto al confronto e alla discussione. Ovviamente il tutto è stato offerto in sicurezza e nel rispetto delle norme anticovid.

Per quanto riguarda il settore dei centri estivi, il Consiglio dei Ministri ha elargito un finanziamento di 58 milioni di euro per il 2022. La ministra per le Pari Opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, ha dichiarato di proseguire su questa strada perché è importante dare il giusto valore allo sviluppo educativo al di fuori dell’istruzione formale al Terzo settore. Un po’ l’obiettivo educativo dei centri estivi e quello del servizio offerto dalle scuole estive è lo stesso. Si tratta di promuovere l’educazione non formale che offre comunque delle competenze notevoli nell’età adulta. Entrambe queste attività estive, nonostante le differenze, contribuiscono in maniera efficace allo sviluppo personale, all’autonomia e al senso di iniziativa dei giovani, favorendo una partecipazione conforme nella loro società di domani. Insomma, il progetto delle scuole aperte d’estate non è un parcheggio, ma è terreno fertile dove far crescere i nostri figli.

 

Immagine di Kena Goebel da Pixy.org – CC License