“Vogliamo il cento per cento della legge Basaglia”
Una nuova proposta a firma Pd sulla 180

A quarantacinque anni dalla legge 180,  voluta da Franco Basaglia,  possiamo dire che questo importante provvedimento, che ha chiuso i manicomi e ha messo al centro i pazienti e i loro diritti, sia stato realizzato nella sua pienezza ? Proprio di questo tratta il disegno di legge “Disposizioni in materia di salute mentale” a firma dei deputati del Partito democratico Debora Serracchiani e Filippo Sensi che verrà presentato al Parlamento a fine giugno. 

Le proposte inserite nel provvedimento legislativo nascono dal dibattito portato avanti in questi anni sulla “piazza” del Forum per la salute mentale, dove operatori, pazienti e altri cittadini hanno messo in evidenza le differenze tra gli enunciati della legge 180 e quello che effettivamente è stato realizzato. ”Questo disegno di legge- afferma Peppe dell’Acqua, presidente del Forum- deve essere un manifesto per rimetterci tutti insieme, ripartire e rendere operativi i principi della legge 180, che negli ultimi anni è stata sempre meno applicata, a causa del disinvestimento delle regioni nel settore della salute mentale. Oggi in alcune Asl i servizi psichiatrici sono miseri e sotto finanziati, manca la dimensione etica che era propria di Basaglia. Questa proposta di legge era già stata presentata sei anni fa, ora ci riproviamo, anche se non abbiamo molta fiducia nella maggioranza politica attuale che è stata contraria allo sviluppo di provvedimenti sul welfare e sulla sanità pubblica. Comunque il nostro obiettivo è quello di creare una sensibilizzazione e una partecipazione attiva dell’opinione pubblica su questi temi”.

Quali sono effettivamente gli aspetti che la legge vorrebbe migliorare, considerando che non si tratta di una revisione  ma l’obiettivo dei proponenti è quello di rafforzare i contenuti etici di Basaglia. Per esempio si potrebbe eliminare la “contenzione meccanica” nei servizi psichiatrici, dare dignità e diritti alle persone con disturbi mentali anche nel caso dei Tso, equilibrare sul territorio la presenza dei centri di salute mentale e delle strutture residenziali pubbliche che oggi in alcune regioni contano 1 posto letto ogni 10 mila abitanti in altre si arriva a 5 volte tanto.”Gli organi di stampa volutamente sono molto superficiale nel trattare i temi dei diritti della persona nell’ambito psichiatrico e della salute mentale. E’ auspicabile che se ne parli di più e in modo consapevole.”